Escursione da Predoi (1.475mt) alla Malga Röt (2.116mt)


Tutti i diritti riservati - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata.



Quota partenza: 1.475mt

Quota arrivo: 2.116mt
Dislivello: 641mt
Segnavia: 11
Tipologia: sentiero facile ma richiede un minimo di allenamento (E)
Tempi: 100min (andata), 90min (ritorno)
Cartografia: carta topografica per escursionisti della casa editrice Tabacco, scala 1:25.000, foglio 035 "Valle Aurina e Vedrette di Ries" , sito web www.tabaccoeditrice.com/ .

Apertura della Rötalm: da inizio luglio a metà ottobre
Giorno chiusura: ---
Sito:  http://www.bergbaumuseum.it (Musei Miniere Predoi e Cadipietra)



L'escursione si svolge nella Valle Aurina in Trentino Alto Adige.

Raggiungere il centro visite della Miniera di Predoi “Schaubergwerk” posto lungo la SS621, poco dopo aver passato l'abitato di Predoi (possibilita' di lasciare l'auto in un piccolo parcheggio).
Lungo il percorso che, partendo dal centro visite della Miniera di Predoi, sale verso la Rötkreuz e la Malga Röt, vi sono ancora diverse tracce di gallerie e baracche; il percorso didattico n° 11, contraddistinto anche dal simbolo di punta e mazza incrociate, ripercorre in buona parte il tragitto che effettuavano i minatori per raggiungere le gallerie in quota e per portare a valle il materiale estratto (alla fine del post potete trovare alcune informazioni sull'attività mineraria in Valle Aurina nel corso dei secoli).
Nonostante sia abbastanza presto, circa le 9:30, la giornata si preannuncia piuttosto calda. Il sentiero dei minatori si addentra subito nel fitto bosco e sale in maniera ripida. Il percorso è facile e anche ben segnalato ma occorre un po' di allenamento. Man mano che si sale si incontrano anche alcuni manufatti del periodo in cui l'attività mineraria costituiva una vera e propria risorsa per la zona e anche gli ingressi di alcune gallerie, alcuni pannelli segnaletici spiegano sinteticamente come si svolgeva il lavoro nelle miniere. Lungo il percorso si incrociano alcune paline che segnalano deviazioni per Casere e per la Bruggeralm (Malga Brugger), occorre sempre proseguire in direzione Rötalm.
A poco a poco il bosco digrada e il sentiero si inerpica sempre più ripido fra le rocce rossastre, a volte sfruttando gradinate in pietra, altre volte invece è un semplice e tortuoso percorso fra gli arbusti. In prossimità della Rötkreuz (2.080mt) una frana ha in parte ricoperto il sentiero e costringe a passare sopra a una cascata di pietre, dalla croce alla Rötalm ci dividono ancora pochi metri di dislivello e alcune gradinate.

Un ripido passaggio su gradini incastonati fra le fra le rocce non lontano dalla Rötkreuz.

Un'ultimo tratto fra le rocce e poi si comincia a intravedere la meta della gita. Il panorama che si gode quando si arriva in vista della malga è molto bello: la Rötalm si trova infatti in una vallata amena (Röttal o Valle Rossa), di origine glaciale, solcata da un fragoroso ruscello dalle limpide acque sulle cui verdeggianti sponde si abbeverano mucche e pecore, sui fianchi della vallata sono ancora evidenti i resti di morene e i segni che il ghiacciaio ha lasciato sulle rocce man mano che si è sciolto. Sullo sfondo spicca il Rötspitz (Pizzo Rosso, 3.495mt) con il suo ghiacciaio ma anche le montagne poste ai lati della vallata creano uno scenario di grande impatto.

La Malga Röt e la Valle Rossa, sullo sfondo il Pizzo Rosso.
Prima di ristorarci presso la malga percorriamo tutto il fondovalle fiancheggiando in parte il corso del torrente Rötmoos, almeno fino a quando il sentiero comincia a salire in maniera più ripida (proseguendo in quella direzione si giunge al Rifugio Giogo Lungo, 2.590mt). La famiglia Benedikter accoglie gli ospiti nella sua malga con i piatti tipici della zona ma anche con alcuni deliziosi prodotti di produzione propria (latte, burro e formaggio Graukäse), inoltre è possibile acquistare pizzi fatti al tombolo dalla signora Benedikter, maschere in legno e minerali.

La Rötalm vista da un'altra angolazione, sullo sfondo il Monte Fumo che fa parte delle Alpi dei Tauri Occidentali (Rauhkofel, 3.251mt).

Ci rifocilliamo presso la malga, intanto nel frattempo sono salite diverse altre persone, alcune più attrezzate proseguono verso il Giogo Lungo e probabilmente hanno intenzione di scalare il Pizzo Rosso, altre invece preferiscono fare una sosta mangereccia alla Rötalm. Nel primissimo pomeriggio scendiamo a valle, nonostante il sentiero sia arroventato dal sole, incontriamo ancora alcune persone che stanno faticosamente salendo. Quando raggiungiamo il punto di partenza, visto che l'ora è decente decidiamo di fare una visita al Bergbaummuseum. Occorre prenotarsi ma vi sono ancora un paio di posti nella prossima e ultima visita che partirà nel giro di mezz'ora, giusto il tempo di indossare un abbigliamento un po' più caldo e il caschetto protettivo e l'impermeabile giallo obbligatori e poi siam pronti per salire sul trenino che ci porterà nelle viscere della terra. Il Museo è aperto dal 1° Aprile fino alla fine di Ottobre, tutti i giorni dalle 9:30 alle 16:30 (giorno di chiusura: lunedi), l'ultimo viaggio in miniera si effettua alle ore 15, il costo del biglietto è di € 9/adulto (anno 2010, sconti per comitive e prezzi speciali per famiglie, bambini e over 65).
La visita guidata all'interno della miniera è molto istruttiva, si passa anche in prossimità del centro climatico ricavato all'interno della miniera, non è visitabile quando vi sono persone che effettuano la terapia. Per approfondire la conoscenza sull'attività mineraria in Valle Aurina, merita una visita anche il Museo delle Miniere ricavato nel granaio di Cadipietra (date apertura e orari come la miniera di Predoi).

Note:
questa escusione può essere effettuata anche partendo da Casere, nelle vicinanze del parcheggio a pagamento in fondo al paese c'e' una palina informativa e si segue il segnavia n° 11 (il sentiero sul limitare del bosco si ricongiunge poi con quello che parte da Predoi). Tempo di salita da Casere alla Rötalm: 100min.

Come raggiungere Predoi in treno:
fermata alla Stazione di Brunico posta sulla linea ferroviaria da Fortezza a San Candido in Val Pusteria. Brunico dista poco meno di 20km da Lutago il primo paese della Valle Aurina che può essere raggiunto tramite un comodo servizio di bus che serve anche gli altri paesi della vallata tramite la SS621. Il servizio di bus la Domenica ha orari alquanto ridotti, mentre, in settimana, passa più frequentemente (è bene consultare gli orari sul sito della SII http://www.sii.bz.it, la società che gestisce il servizio di trasporto).




L'estrazione del rame in Valle Aurina:

Nelle vicinanze del centro visite della Miniera c'è una mappa che indica la posizione di 7 gallerie sovrapposte nella montagna i cui accessi sono ancora visibili (in realtà quelle scavate nel corso dei secoli erano molte di più). A parte la St. Ignatz a quota 1.525mt, utilizzata fra la metà del XVIII e gli inizi del XIX secolo , che fu anche l'unica galleria scavata integralmente con la polvere pirica, tutte le altre furono faticosamente scavate con mazza e punta.
Tutte le gallerie furono scavate in leggera salita, in modo che l'acqua potesse defluire agevolmente.
Si cominciò a cercare il rame scavando le gallerie più in alto nella montagna poi, via via che la vena si riduceva, si scavava un'altra galleria più in basso; in questo modo però le gallerie diventavano sempre più lunghe man mano che ci si allontanava dal pozzo centrale (originario del 1400).
Secondo la leggenda fu un toro infuriato che con le corna si mise a sollevare il terreno e a mettere in evidenza delle rocce dal colore dorato, la zona in cui sarebbe avvenuta la scoperta è probabilmente quella in cui adesso è posta la croce e che viene detta “Rötkreuz” a 2.080mt.
Grazie a alcuni ritrovamenti, si è potuto stabilire che queste zone erano probabilmente già sfruttate per la presenza del rame in epoca arcaica (intorno al 1.000 a.C.) ma è soprattutto nel corso dei secoli XV, XVI, XVII e XVIII che si diede inizio a uno sfruttamento intensivo della montagna per l'estrazione del rame, grazie anche all'acquisizione delle miniere da parte di alcune potenti famiglie Austriache.
Inizialmente si scavava a mano e a volte si scalpellinava tutto il giorno per guadagnare poco più di due centimetri perchè la roccia era particolarmente dura in alcuni punti, per certe gallerie furono necessari anni di lavoro e generazioni di minatori per portarle a compimento (per fare un esempio per scavare la galleria St. Christoph a 1.682mt di quota, utilizzata fra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo e lunga 500mt, furono necessari 18 anni di lavoro). Molto spesso durante l'escavazione delle gallerie degli addetti dovevano soffiare aria con dei mantici all'interno per poter garantire l'introduzione di aria fresca nelle gallerie per i minatori al lavoro. Con l'introduzione della polvere pirica nel corso del XVIII secolo, l'escavazione procedette in maniera più rapida ma, per via delle esplosioni, alcune delle vecchie gallerie crollarono.
Verso la fine del Medioevo i minatori ottennero diversi privilegi a causa del duro e pericoloso lavoro a cui si sottoponevano: per esempio ottennero buoni compensi, esenzioni fiscali e doganali e all'arruolamento in caso di guerra, permessi di caccia e pesca.
Fino al 1550 si estraeva il rame da ben 20 gallerie. Nel 1552 furono concesse agli imprenditori Karl Welsberg e Kaspar Mor le gallerie St. Marx e St. Sebastian, il minerale estratto dalla miniera veniva portato in superficie con un vagoncino e separato dalla roccia sterile, quindi veniva classificato nelle baracche sia da minatori anziani ma anche da bambini e donne. Questi edifici erano costruiti parte in pietra e parte in muratura e servivano anche per il soggiorno degli operai. La calcopirite veniva conservata in un magazzino nelle vicinanze della galleria e, all'inizio dell'inverno prima che la neve impedisse gli spostamenti, portata a valle da persone, utilizzando sentieri a volte anche un po' pericolosi, tramite dei sacchi ricavati dalla pelle del maiale e stoccata in altri depositi, con l'ausilio di carri e/o slitte trainate da cavalli il materiale raggiungeva infine le fonderie di fondovalle (anche se per diverso tempo venne fuso vicino alle gallerie). La roccia sterile veniva invece buttata in una specie di discarica.
Nel decennio 1881-1891 furono estratte ancora oltre 13.000 tonnellate di pirite, una lega composta da zolfo e ferro.
Il minerale estratto doveva essere fuso almeno tre/quattro volte per ridurne il contenuto di zolfo e ottenere un'elevata purezza. Tutto ciò comportò il graduale disboscamento delle aree limitrofe per recuperare grandi quantitativi di legna da ardere nelle fonderie e per costruire i sostegni delle gallerie. Il disboscamento selvaggio determinò alcune slavine che si abbatterono sui paesi sottostanti distruggendo tutto quello che incontravano sul loro cammino, fornaci comprese. Dopo aver quasi completamente disboscato la zona di Predoi si costruì una nuova fonderia a San Giovanni ma nel 1878 un'imponente slavina la seppellì e distrusse completamente, negli anni successivi ne fu quindi costruita un'altra vicino a dove era la precedente fonderia di Predoi (si vedono alcuni resti con l'alta ciminiera nei pressi del parcheggio del Museo della Miniera di Predoi “Bergbaummuseum”) ma, il fatto che l'estrazione del rame non fosse più redditizia, finì con il determinare la fine di questa attività (1893) e il conseguente impoverimento delle famiglie della valle per la mancanza di lavoro. Pian piano gli abitanti del luogo si convertirono a altre tipologie di attività (es. pastorizia e arte dei pizzi al tombolo) e iniziò anche il graduale rimboschimento delle montagne circostanti per preservare i paesi dal rischio di valanghe e slavine. Adesso il paesaggio è decisamente cambiato se si confrontano le foto della vallata con quelle di inizio secolo ma resta ancora molto da fare e non è difficile imbattersi in sentieri parzialmente distrutti o ricoperti da frane.
Dopo alcuni anni di abbandono (ci fu un tentativo di riprendere l'attività mineraria fra gli anni 60-70), la galleria St. Ignatz (la più recente) venne messa in sicurezza e si decise di trasformare l'intera area in un museo sfruttando il percorso dei vagoni dei minatori per portare i visitatori nel cuore della montagna. Inoltre all'interno della ex miniera venne anche creato un Centro Climatico che, sfruttando il particolare microclima presente in quell'ambiente, permette di curare alcune malattie respiratorie (==> http://www.ich-atme.com/it/ ).


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Escursione dal Lago Neves (1.860mt) al Rifugio Giovanni Porro (2.420mt)

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Quota partenza: 1.860mt

Quota arrivo: 2.420mt
Dislivello: 560mt
Segnavia: 24
Tipologia: sentiero escursionistico facile ma richiede un minimo di allenamento (E)
Tempi: 110min (andata), 90min (ritorno)

Cartografia: carta topografica per escursionisti della casa editrice Tabacco, scala 1:25.000, foglio 036 "Campo Tures" , sito web www.tabaccoeditrice.com/ .

Apertura del Rifugio: da metà giugno a metà ottobre
Giorno chiusura:  /
Sito del Rifugio: http://www.chemnitzerhuette.com/it/ .


L'escursione si svolge nella Valle di Lappago, una costola della Valle Aurina in Trentino Alto Adige.

Il Rifugio Giovanni Porro viene indicato sulle mappe con due nomi "Chemintzer Hütte" o "Nevesjoch Hütte" (Rifugio Forcella di Neves). Il primo rifugio, chiamato Nevesjoch, venne costruito nel 1880 dalla sezione del "Deutscher und Österreichischer Alpenverein" (Club alpino Tedesco e Austriaco) di Tures sul passo di Neves che separa la Valle di Lappago da quella di Rio Bianco. Successivamente, a causa di difficoltà economiche, il rifugio venne ceduto alla sezione di Chemintz in Sassonia che affiancò alla precedente costruzione un nuovo rifugio e lo chiamò Chemintzer. Dopo la prima guerra mondiale e alcuni anni di quasi totale abbandono, passò definitivamente alla sezione CAI di Milano che lo intitolò all'ufficiale degli Alpini Giovanni Porro.

Panorama della vallata di Lappago

Cielo sereno, aria piuttosto fresca quasi freddina, per arrivare al lago la strada è stretta e tortuosa, c'e anche un tratto a senso unico alternato e regolato da semaforo, in prossimità della diga si paga pedaggio di € 4 per auto e € 2 per moto per l'intera giornata.

Il panorama dalla diga sul lago Neves (1.860mt)

Il lago è di un bel colore ceruleo e lo spettacolo dei monti circostanti (alcuni ancora innevati) crea uno scenario molto bello, sul lato contrapposto alla diga fa da sfondo il ghiacciaio del Grande Mesule (3.479mt).

Il sentiero nel bosco che dal parcheggio del lago Neves sale al Rifugio Porro (segnavia 24)

Il percorso che raggiunge il rifugio parte dal fondo del parcheggio posto sulla sponda destra del lago di Neves, seguire i cartelli Chemintzer Hütte oppure segno con riga bianca e rossa o segnavia n° 24.
La salita avviene dapprima attraverso un fitto bosco, tagliando e intersecando in più punti la strada forestale sterrata che porta sul pianoro sovrastante. Il sentiero è ombreggiato e piacevole anche se sale in maniera abbastanza ripida nel bosco, talvolta con alcuni gradoni in pietra. Via via la vegetazione digrada e si arriva su un pianoro erboso attraversato da un sentiero in pietrisco che si inerpica con alcuni tratti più ripidi e altri più tranquilli fino a arrivare in vista del rifugio (si passa vicino a un paio di casolari non aperti al pubblico).

Si arriva in vista del Rifugio Porro ma c'è ancora un po' di strada da percorrere!

Großer Möseler (Gran Mesule) 3.479mt
Un ultimo tratto più ripido permette di giungere finalmente al rifugio Giovanni Porro (1 ora e venti dalla partenza), nel frattempo il tempo è cambiato e la parte sul pianoro e il tratto finale li abbiamo percorsi sotto un cielo nuvoloso. All'orizzonte, dietro al Rifugio vi sono dei nuvoloni molto scuri che non preannunciano niente di buono, ci accomodiamo all'interno anche perchè l'aria a 2.420 metri, in mancanza di sole, è decisamente fredda.

Una delle sale interne del Rifugio Porro

Un lauto pasto caldo a base di canederli in brodo e strudel ci riscalda e prepara al rientro (io mi sono accontentata di un piatto di speck e panino senza glutine alle noci che ho portato nello zaino). Fortunatamente le nubi che si stavano addensando al nostro arrivo al rifugio non hanno prodotto alcun acquazzone e, dopo alcuni scatti fotografici, ci si appresta a scendere al lago sullo stesso sentiero dell'andata.
Dal rifugio Porro (3) si dipartono numerosi sentieri, alcuni più impegnativi e destinati a escursionisti provetti portano sulla cima del Gran Mesule e alla Cima di Campo, altri invece sono più abbordabili e consentono per esempio di effettuare lunghe escursioni anche tramite l'Alta Via di Neves quella di Fundres e raggiungere il Rifugio Ponte di Ghiaccio a 2.545mt (2) e poi Fundres (1) oppure, girando intorno allo Speikboden (4) tramite il sentiero "Kellerbauer", di scendere a Acereto (5):

Alcune delle escursioni effettuabili dal Rifugio Giovanni Porro.

Quando abbiamo effettuato l'escursione all'inizio di Luglio alcuni cartelli segnalavano che il tratto fra il Rifugio Porro e il Rifugio Ponte di Ghiaccio era interrotto a causa di una frana, quando abbiamo chiesto informazioni al gestore del Rifugio Porro ci ha detto che il percorso poteva essere effettuato ugualmente anche se in alcuni punti vi erano dei passaggi un po' scoperti (conviene informarsi sullo stato del sentiero presso i Rifugi prima di intraprendere la lunga e bella attraversata).

Buona parte della discesa avviene con tempo ancora grigio ma pian piano il meteo cambia di nuovo e, quando siamo pochi metri sopra il livello del lago, esce di nuovo il sole (adesso la temperatura nel tratto boschivo non è piacevole come al mattino, c'è un po' di afa ma per fortuna lo stiamo percorrendo in discesa). Facciamo ancora un giro intorno al lago, passando sul lato opposto a quello del parcheggio e vediamo i cartelli con le indicazioni per il rifugio Edeerauthutte (Ponte di Ghiaccio, 2.545mt), poi si raggiunge l'auto e si rientra a San Giovanni.
Il percorso è piacevole e ben segnalato e non presenta difficoltà oggettive, occorre solo un po' di allenamento a camminare in salita.

Come raggiungere Lappago in treno:
fermata alla Stazione di Brunico posta sulla linea ferroviaria da Fortezza a San Candido in Val Pusteria. Brunico dista poco meno di 20km da Lutago il primo paese della Valle Aurina che può essere raggiunto tramite un comodo servizio di bus che serve anche gli altri paesi della vallata tramite la SS621. Il servizio di bus la Domenica ha orari alquanto ridotti, mentre, in settimana, passa più frequentemente (è bene consultare gli orari sul sito della SII http://www.sii.bz.it, la società che gestisce il servizio di trasporto).

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Escursione da San Giacomo (1.150mt) a Malga Bärental (1.874mt)

Quota partenza: 1.140mt
Quota arrivo: 1.874mt
Dislivello in salita: 734mt
Segnavia: 7
Tipologia: sentiero escursionistico ripido e, a tratti, non ben segnalato (E)
Tempi: circa 140min (andata), circa 120min (ritorno)
Cartografia: carta topografica per escursionisti della casa editrice Tabacco, scala 1:25.000, foglio 035 "Valle Aurina e Vedrette di Ries" , sito web www.tabaccoeditrice.com/ .
Apertura della malga: da metà maggio a metà ottobre
Giorno chiusura:  /
Sito della malga: http://www.oberachrain.com/ .


L'escursione si svolge in Valle Aurina in Trentino Alto Adige.
Poco dopo essere usciti dal paese di San Giacomo sulla SS621 in direzione San Pietro, sulla destra c'è una palina con le indicazioni “Bärentalalm 7”, il numero 7 indica il sentiero che si dovrà seguire per arrivare alla meta odierna nella Valle dell'Orso.

San Giacomo visto dal sentiero 7 che conduce alla Bärentalalm.

Dopo aver percorso un breve tratto della strada forestale che passa attraverso alcune fattorie, i cartelli indicano di seguire un ripido e tortuoso percorso che si inerpica nel fitto bosco. Il sentiero non è ben segnalato da cartelli ma si distingue in maniera abbastanza chiara seguendo le tracce in mezzo al bosco che portano a attraversare in più punti la strada forestale fino a arrivare a un pianoro . Al mattino buona parte del percorso è all'ombra e risulta meno faticoso.
Giunti sul pianoro continuare a seguire le indicazioni per la Bärentalalm, sempre alternando tratti nel bosco a altri, più brevi, sulla strada bianca. Pian piano il bosco si dirada e si aprono dinnanzi a noi diversi pascoli dove pascolano liberamente mandrie di mucche e in cui lavorano alcuni contadini intenti a tagliare o raccogliere il fieno. Sullo sfondo si stagliano a poco a poco le cime del Schönberg Spitz (2.479mt), Hirbernock (3.100mt), si passa prima in prossimità della Malga Hochfeld (1.837mt) e, nel giro di una quindicina di minuti, passando in prossimità di un torrente, si arriva alla Malga Bärental. La strada forestale termina poco oltre, in prossimità della malga successiva (non aperta al pubblico).

La Malga Bärental

La malga Bärental (= orso) è gestita dalla famiglia Gartner che è proprietaria anche della casa vacanze Oberachrain in paese, i piatti proposti sono semplici (piatto di speck, piatto misto, formaggio fresco con burro, latte, birre, caffè, minestrone di verdura, Gräukase, salsiccia affumicata). Opto per un bel bicchierone di latte e per il formaggio fresco con burro da spalmare sul mio pane senza glutine che porto sempre nello zaino. Latte e burro hanno un sapore indescrivibile: troppo buoni!

Un curioso sistema per convogliare l'acqua del ruscello al lavatoio (nel quale sono tenute al fresco le birre!)


La bella vista dalla Bärentalalm verso il Wollbachspitz (3210mt) e le cime al confine con l'Austria

La vallata alle spalle della Bärentalalm chiusa in fondo dal Gamskarschneide (2984mt) e dall'Hirbernock (3010mt)

Per almeno un'ora siamo gli unici ospiti poi arrivano alcuni tedeschi, dopo aver pranzato prendiamo un po' di sole nell'angusto e tranquillo prato alle spalle della chiesetta che sorge a fianco della malga, anche se il meteo sta cambiando e arrivano alcune nuvole. Il rientro viene effettuato seguendo integralmente la strada forestale e evitando di passare nel bosco (la strada del ritorno risulta più agevole ma polverosa e un poco più lunga rispetto a quella dell'andata), inoltre il pomeriggio la temperatura è piuttosto afosa.

La chiesetta a fianco della Bärentalalm e sullo sfondo il Schönberg Spitz (2472mt)


La Valle dell'Orso in cui sorge l'omonima malga è molto bella e si presta a numerose escusioni, alcune delle quali più adatte a escursionisti esperti poichè vi sono tratti esposti o ferrate. Dalla malga Hochfeld è possibile anche raggiungere il Klaussee (Lago della Chiusetta) passando per la cima Hochfeld (Campalto, 2.296mt) oppure la stazione a monte della funivia Klausberg, mentre in prossimità della malga Bärental parte un sentiero che conduce al Schönberg Spitz.

Come raggiungere San Giacomo in treno:
fermata alla Stazione di Brunico posta sulla linea ferroviaria da Fortezza a San Candido in Val Pusteria. Brunico dista poco meno di 20km da Lutago il primo paese della Valle Aurina che può essere raggiunto tramite un comodo servizio di bus che serve anche gli altri paesi della vallata tramite la SS621. Il servizio di bus la Domenica ha orari alquanto ridotti, mentre, in settimana, passa più frequentemente (è bene consultare gli orari sul sito della SII http://www.sii.bz.it, la società che gestisce il servizio di trasporto).

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Escursione da Rio Bianco (1.334mt) a Malga Schönberg (1.792mt)

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Schönberg Alm (sullo sfondo la cima Schönberg con la croce)

Quota partenza: 1.334mt
Quota arrivo (Schönberg Alm): 1.792mt
Dislivello in salita: 458mt
Segnavia: 5A - 5
Tipologia: T (sentiero facile e turistico fino alla malga), EE (fino in cima alla vetta)
Tempi (fino alla Malga): circa 90min (andata), circa 70min (ritorno)

Cartografia: carta topografica per escursionisti della casa editrice Tabacco, scala 1:25.000, foglio 035 "Valle Aurina e Vedrette di Ries" , sito web www.tabaccoeditrice.com/ .

Quota finale con proseguimento al Montebello / cima Schönberg:  2.273mt
Apertura della Malga: da maggio a ottobre
Giorno chiusura: martedi (tranne metà luglio / fine agosto)
Sito: http://www.schoenbergalm.com/ .


Prima escursione della vacanza di Luglio 2011 in Valle Aurina in Trentino Alto Adige, optiamo per una camminata facile, cielo sereno, aria frescolina di prima mattina, durante la giornata però la temperatura sale fin quasi a sfiorare i 30°C. Rio Bianco è una piccola e graziosa frazione a pochi chilometri da Lutago (Bz), si trova in una amena vallata laterale della Valle Aurina in Trentino Alto Adige.
Occorre lasciare l'auto nel parcheggio vicino alla chiesa Parrocchiale di San Giacomo e seguire i cartelli che conducono alla malga (circa 1,5 ore di cammino in salita, mai faticoso, seguire prima segnavia n° 5A poi diventa 5), la prima parte del percorso è asfaltata poi, all'altezza della casa vacanze Bruneggerhof, diventa sterrato e, tramite una strada bianca, si addentra nel bosco con qualche tornante, purtroppo ogni tanto passa qualche veicolo diretto alle malghe della zona e si alza un po' di polvere. Il cammino è piacevole e , con una giornata così splendida, si rimane colpiti dal'azzurro intenso del cielo e il verde smeraldo della vegetazione, a tutto fanno da sfondo delle cime spettacolari.
La Schönberg Alm sorge a 1.792 mt su un pascolo; invece, per i più allenati, la strada sterrata prosegue ancora per un chilometro circa poi si perde in un pianoro erboso dal quale si gode un bel panorama. In prossimità di una baita in legno si diparte un sentiero (5), a tratti anche piuttosto ripido, che sale fino in cima alla montagna sovrastata da una croce, si tratta del Montebello/Schönberg di 2.273mt. Verso la cima, in alcuni punti sono previste delle corde fisse di sostegno.

Un tipico maso lungo il sentiero che conduce alla Schönbergalm

I piatti tipici che si possono trovare alla Malga sono il tagliere misto con salumi, il piatto di speck, il formaggio Graukase, i canederli in brodo o asciutti, la birra weiser oppure succhi di sambuco, mela e mirtillo, oltre a grappe di produzione locale e altre prelibatezze. Nell'ampio prato sottostante alla malga si può prendere il sole oppure semplicemente rilassarsi mentre, poco lontano, alcune mucche si abbeverano fra lo scampanellio dei campanacci.
La camminata da Rio Bianco fino alla Schönberg Alm è decisamente tranquilla e consigliata per una prima presa di contatto con la valle, è un'escursione indicata per persone con poco allenamento e alle famiglie con bambini. Invece, la parte successiva che conduce alla cima Schönberg è adatta a escursionisti esperti!
Scendere a valle per stesso percorso dell'andata. Nel primo pomeriggio si avvicinano alcune nuvole, giusto il tempo di salire in auto e poi qualche scroscio di pioggia scende per alcuni minuti.
Ho chiesto a uno dei proprietari della malga se in inverno fosse aperta e, con l'accento marcatamente Tirolese, mi ha risposto che "in inverno si gode la vita a Maiorca" ......... beato lui!

Panorama con vista sulle Vedrette di Ries dal pianoro al di sopra della Schönberg Alm

Una curiosa girandola alla Schönbergalm
Vista la facilità con cui può essere raggiunta, penso che in piena stagione vi sia molta gente ma, quando siamo stati in un giorno infrassettimanale di inizio Luglio, mi è sembrata un'oasi piacevole e tranquilla anche perchè c'era solo un gruppo di quattro persone oltre a noi due.
Celiachia: alla Schönberg Alm a volte hanno pane senza glutine (occorre chiedere ai proprietari).

Come raggiungere Lutago in treno:
fermata alla Stazione di Brunico posta sulla linea ferroviaria da Fortezza a San Candido in Val Pusteria. Brunico dista poco meno di 20km da Lutago il primo paese della Valle Aurina che può essere raggiunto tramite un comodo servizio di bus che serve anche gli altri paesi della vallata tramite la SS621. Il servizio di bus la Domenica ha orari alquanto ridotti, mentre, in settimana, passa più frequentemente (è bene consultare gli orari sul sito della SII http://www.sii.bz.it, la società che gestisce il servizio di trasporto).

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