Escursione da Casere (1.605mt) al Rifugio Giogo Lungo (2.603mt)

Tutti i diritti riservati - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata.


Quota partenza: 1.605mt
Quota arrivo: 2.603mt
Dislivello: 998mt
Chilometri totali: poco oltre 15 km
Segnavia: 12 (andata), 11 (ritorno)
Tempo totale: circa 5 ore e 45 min (escluse soste al rifugio e alla malga)
Tempo andata: 160min (circa)
Tempo ritorno: 185min (circa)

Tipologia: giro a anello, sentiero escursionistico facile ma richiede un buon allenamento (E)

Cartografia: carta topografica per escursionisti della casa editrice Tabacco, scala 1:25.000, foglio 035 "Valle Aurina e Vedrette di Ries" , sito web www.tabaccoeditrice.com/ .
Apertura Rötalm: da inizio luglio a metà ottobre
Apertura Rifugio Lenkjöchlhutte:
dal 1° luglio al 28 settembre
Giorno chiusura: ---
Siti:  http://www.lenkl.com/ (Rifugio Giogo Lungo), http://www.bergbaumuseum.it (Musei Miniere Predoi e Cadipietra)



L'escursione si svolge nella Valle Aurina in Trentino Alto Adige.


Escursione effettuata il 09/07/2011:
L'escursione odierna parte da Casere (Kasern) che può essere raggiunta sia tramite il comodo autobus che percorre l'intera vallata sia con l'auto propria. Quest'ultima può essere lasciata nel solito parcheggio a pagamento all'uscita di Casere (1605mt slm), se si arriva prima delle 9 è possibile proseguire ancora per un breve tratto ma noi preferiamo sostare al parcheggio e iniziare la camminata. Da li parte una strada asfaltata che dopo poche decine di metri raggiunge la piccola località Prastmann dove c'è un punto di ristoro, sul lato sinistro passiamo accanto a verdeggianti pascoli con gli Schwedna le caratteristiche strutture per far asciugare il fieno evitando il contatto con la terra umida, sulla destra scorre in lontananza l'Aurino e, alzando lo sguardo verso le montagne , intravediamo quella che sarà la prima parte del percorso. Cielo terso di un azzurro intenso e temperatura piacevole, la camminata sarà lunga ma sicuramente lo spettacolo delle montagne appagherà ogni fatica.
In breve, dopo aver oltrepassato un ponte in legno sul torrente, raggiungiamo la tardogotica Chiesa di Santo Spirito (Heilig Geist) consacrata nel 1455 e da lì saliamo per la strada bianca seguendo le indicazioni per il rifugio Giogo Lungo (Lenkjöchlhütte), sentiero n° 12. La strada sale in maniera abbastanza ripida e dopo alcune centinaia di metri ci si trova subito a diversi metri di altezza al di sopra del fondovalle, non c'è un filo d'aria e l'afa si fa sentire pur essendo prima mattina. Lungo il percorso troviamo diverse mucche che pascolano tranquillamente e ci tengono d'occhio, ogni tanto volgiamo lo sguardo verso la Chiesetta che si allontana sempre più e ci godiamo la vista su questa porzione di Valle Aurina. La strada bianca continua a salire fino a raggiungere un paio di masi e la Labesau Alm (1757mt slm) dopo una quarantina di minuti dalla partenza. Qui la strada si interrompe e occorre proseguire su una mulattiera, oltrepassata la malga però finalmente sentiamo un po' di brezza che rinfresca l'aria e rende decisamente più piacevole la camminata, complice anche il fatto che il sentiero fiancheggia il torrente Windtalbach che divide in due la Valle del Vento (Windtal). Il fatto che sia stata chiamata così non sarà stato certo un caso!
Davanti a noi si staglia la stretta e verde Windtal con sullo sfondo le cime intorno ai 3000mt che separano l'Italia dall'Austria, mentre nelle ripide pareti laterali della vallata si scorgono i residui di diverse morene lasciate dai ghiacciai che una volta erano più numerosi. Da ora in avanti si alterneranno alcuni tratti in leggera salita a altri decisamente più ripidi. Giusto per dare un'idea il sentiero dalla Labesau Alm fino alla cascata che conclude idealmente il tragitto nella Windtal è lungo poco più di 3km e si parte da una quota di 1757mt slm fino a arrivare a 2262mt slm.
Il percorso segue per un ampio tratto il torrente e in alcuni casi ne approfittiamo per rinfrescarci specie quando diventa un po' più ripido, attraversiamo un primo pianoro, in alcuni tratti il fondo è decisamente bagnato e facciamo qualche piccola deviazione per evitare di finire nel fango con gli scarponi. Anche questo dimostra quanto la Valle Aurina sia ricca d'acqua. Un breve tratto più ripido fra le rocce ma privo di ogni difficoltà ci consente di raggiungere un secondo pianoro erboso. Voltando lo sguardo indietro si scorge bene la conformazione della Windtal con il suo ruscello e i numerosi rigagnoli che l'attraversano come fossero tanti serpenti sparsi nel verde prato.
Giunti al secondo pianoro si scorge in lontananza una parte del cammino che dovremo percorrere, guardando le montagne sullo sfondo proviamo a indovinare dove possa essere il Rifugio ma ci renderemo poi conto successivamente che stavamo puntando lo sguardo in una direzione non corretta. Un grosso sasso piatto a destra del sentiero ci fornisce lo spunto per scattare qualche foto al panorama.
Un secondo tratto in salita più ripido del primo ci conduce al terzo e ultimo pianoro, alcune mucche pascolano e in un paio di punti dobbiamo passare fra di loro quasi come se fossimo alle forche caudine, in particolare una grossa mucca scura ci osserva con attenzione, quasi con severità. Poco sopra vediamo invece alcune pecore, mentre, di fronte a noi si staglia imponente quel che resta del ghiacciaio Ahrner Kopf (3050mt slm) con i suoi marcati crepacci e della sua sottostante morena che dimostra quanto fosse esteso questo ghiacciaio nei tempi passati. La vegetazione cambia man mano che saliamo e diventa sempre più rada, alcuni cardi attirano però la mia attenzione o, meglio, del mio obiettivo. A quota 2262mt passiamo in prossimità di una grossa e turbolenta cascata d'acqua poi il sentiero volge verso destra e da qui inizia la parte più ripida. Cercando fra le rocce il percorso da compiere, scorgiamo su uno sperone roccioso a qualche centinaio di metri di altezza rispetto al nostro punto due minuscole bandiere che sventolano, finalmente abbiamo visto la meta della gita odierna!
Ci aspetta l'ultima salita decisamente più ripida rispetto a quanto percorso fino a ora ma il sentiero è ben segnalato e in buono stato. In un tornante passiamo vicino a un residuo di neve e la tentazione di rinfrescarci è forte, un ultimo tratto su una tortuosa e molto ripida mulattiera che passa sopra a balze moreniche e terreno detritico conduce in breve a un ammasso di neve dalla colorazione leggermente rossastra per la presenza di alcuni organismi unicellulari del genere Chlamydomonas e a un piccolo bacino alpino dal colore verdastro. Siamo giunti al valico del Giogo Lungo che mette in comunicazione la Röttal con la Windtal e pochi metri più in alto, al termine di una breve scalinata c'è il Rifugio Giogo Lungo (la carta Tobacco riporta 2590mt slm mentre la targa applicata sul rifugio dice 2603mt slm). Nell'ultimo tratto di strada il cielo si è un po' rannuvolato e, dopo aver scattato alcune foto di rito al ghiacciaio Untere Rötspitze (3290mt slm) e al picco con le bandiere Italiana e Tirolese, ci accomodiamo all'interno del Rifugio visto che stanno salendo anche altre persone. In totale abbiamo impiegato due ore e quaranta minuti dal parcheggio di Casere fino al Rifugio incluse alcune soste lungo il percorso per scattare foto.
A mezzogiorno del 09/07/11 (data dell'escursione) la temperatura a 2603mt è di 15°C contro i 26°C che c'erano alla partenza a Casere, umidità del 76,5% e pressione di 1015mmHg o 761mbar.
All'interno del rifugio vi sono due salette confortevoli con alcuni tavoli , ci sistemiamo in quella più lontana dalla cucina e consumiamo un buon pasto caldo.
Dopo il pranzo e un po' di riposo, non prima di essere quasi andati a toccare con un dito il magnifico ghiacciaio Rötspitz, con un cielo sempre piuttosto grigio ma che non sembra volerci scaricare addosso acqua piovana, ci apprestiamo a scendere a Casere tramite il sentiero n° 11 che attraversa l'amena Valle Rossa (Röttal).
Ai piedi della scalinata che conduce al Rifugio c'è una palina che indica la direzione da seguire per il ritorno.
La prima parte della discesa avviene in mezzo a una pietraia poi via via si delinea il sentiero che costeggia la destra orografica della vallata. Mentre noi scendiamo a valle incontriamo ancora diverse persone che effettuano il percorso in senso inverso al nostro, alcuni sono attrezzati con ramponi e probabilmente effettueranno qualche ascensione sui ghiacciai della zona. Man mano che scendiamo (occorre prestare attenzione perchè in alcuni tratti il sentiero è un po' scosceso) sparisce la visuale sul Rifugio e il Rötspitz e intravediamo la Rötalm che giace sul limitare della Valle Rossa. Questa valle vista dall'alto ha una conformazione molto simile alla Valle del Vento percorsa qualche ora prima: un ruscello, torbiere e numerosi rigagnoli sul fondovalle , diverse morene sui pendii delle montagne che la fiancheggiano e rocce che presentano solchi e levigature, segni evidenti dello sgretolamento dei ghiacciai.
Il sentiero passa vicino ai ruderi della Malga Rossa di Dentro (Innere Rötalm, 2164mt slm) dove un asino spelacchiato e malandato si sta riposando e poi scende sul pianoro erboso e a tratti acquitrinoso del fondovalle.
Arriviamo finalmente alla Rötalm (2116mt slm), la salita stanca ma la discesa mi spezza le ginocchia, una sosta in questa malga gestita dalla famiglia Beneditkter in cui eravano già stati un anno prima mi permette di farle riposare un po'. La sete è molta anche perchè l'aria di montagna asciuga e mi faccio servire un bel bicchierone di latte buonissimo da 500ml.
Il cielo nel frattempo si è un po' rasserenato anche se qualche nuvola permane in zona. Riprendiamo il cammino scendendo dal sentiero delle miniere (ved. dettaglio in altra escursione) che però nella prima parte risulta molto danneggiato da una serie di frane che ne hanno in parte modificato il percorso rispetto a quello dell'anno precedente.
Giunti nel fitto bosco seguiamo i cartelli in direzione Casere, il percorso è ripido e reso scivoloso dagli aghi di pino e da una leggera pioggerellina che sta cadendo, passiamo vicino alla galleria St. Christoph e fra le piante intravediamo in lontananza il parcheggio.
Il sentiero dalla galleria scende fino a un ponte sul torrente oltre il quale c'è il parcheggio, negli ultimi duecento metri si mette ovviamente a piovere. In meno di 6 ore (escludendo le due soste più lunghe al Lenkjöchlhutte e alla Rötalm) abbiamo percorso l'intero tragitto che si attesta intorno ai 15km di lunghezza, con un dislivello in salita di 998mt.
Gran bel giro in mezzo a natura incontaminata, sentiero a tratti ripido ma ben segnalato e mai difficile, l'escursione merita poichè il Rifugio si trova in magnifica posizione estremamente panoramica, occorre un buon allenamento e attrezzatura idonea per poter camminare tutte quelle ore.
Chissà che la prossima volta non decida di percorrerlo in senso contrario per vedere l'effetto che fa.

Per finire due notizie sul Rifugio Giogo Lungo (Lenkjöchlhutte):
venne costruito dalla sezione AV di Taufers nel 1887, subito dopo la I guerra mondiale divenne una Casermetta della Guardia di Finanza, successivamente venne affidata al Demanio. Risistemata dai danni provocati dalla II guerra mondiale, è passata in gestione alla sezione Cai di Brunico.





Diario di bordo:

Salita: 9,05-11,45

Partenza da Casere: 9,05

Rientro a Casere: h. 16,49

Totale tempo: 7:45

Sosta rifugio Giogo Lungo: 11,45-13,10 (1:25)

Sosta Rötalm: 15,05-15,40 (35min)© Riproduzione riservata
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Escursione da Predoi (1.475mt) alla Malga Röt (2.116mt)


Tutti i diritti riservati - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata.



Quota partenza: 1.475mt

Quota arrivo: 2.116mt
Dislivello: 641mt
Segnavia: 11
Tipologia: sentiero facile ma richiede un minimo di allenamento (E)
Tempi: 100min (andata), 90min (ritorno)
Cartografia: carta topografica per escursionisti della casa editrice Tabacco, scala 1:25.000, foglio 035 "Valle Aurina e Vedrette di Ries" , sito web www.tabaccoeditrice.com/ .

Apertura della Rötalm: da inizio luglio a metà ottobre
Giorno chiusura: ---
Sito:  http://www.bergbaumuseum.it (Musei Miniere Predoi e Cadipietra)



L'escursione si svolge nella Valle Aurina in Trentino Alto Adige.

Raggiungere il centro visite della Miniera di Predoi “Schaubergwerk” posto lungo la SS621, poco dopo aver passato l'abitato di Predoi (possibilita' di lasciare l'auto in un piccolo parcheggio).
Lungo il percorso che, partendo dal centro visite della Miniera di Predoi, sale verso la Rötkreuz e la Malga Röt, vi sono ancora diverse tracce di gallerie e baracche; il percorso didattico n° 11, contraddistinto anche dal simbolo di punta e mazza incrociate, ripercorre in buona parte il tragitto che effettuavano i minatori per raggiungere le gallerie in quota e per portare a valle il materiale estratto (alla fine del post potete trovare alcune informazioni sull'attività mineraria in Valle Aurina nel corso dei secoli).
Nonostante sia abbastanza presto, circa le 9:30, la giornata si preannuncia piuttosto calda. Il sentiero dei minatori si addentra subito nel fitto bosco e sale in maniera ripida. Il percorso è facile e anche ben segnalato ma occorre un po' di allenamento. Man mano che si sale si incontrano anche alcuni manufatti del periodo in cui l'attività mineraria costituiva una vera e propria risorsa per la zona e anche gli ingressi di alcune gallerie, alcuni pannelli segnaletici spiegano sinteticamente come si svolgeva il lavoro nelle miniere. Lungo il percorso si incrociano alcune paline che segnalano deviazioni per Casere e per la Bruggeralm (Malga Brugger), occorre sempre proseguire in direzione Rötalm.
A poco a poco il bosco digrada e il sentiero si inerpica sempre più ripido fra le rocce rossastre, a volte sfruttando gradinate in pietra, altre volte invece è un semplice e tortuoso percorso fra gli arbusti. In prossimità della Rötkreuz (2.080mt) una frana ha in parte ricoperto il sentiero e costringe a passare sopra a una cascata di pietre, dalla croce alla Rötalm ci dividono ancora pochi metri di dislivello e alcune gradinate.

Un ripido passaggio su gradini incastonati fra le fra le rocce non lontano dalla Rötkreuz.

Un'ultimo tratto fra le rocce e poi si comincia a intravedere la meta della gita. Il panorama che si gode quando si arriva in vista della malga è molto bello: la Rötalm si trova infatti in una vallata amena (Röttal o Valle Rossa), di origine glaciale, solcata da un fragoroso ruscello dalle limpide acque sulle cui verdeggianti sponde si abbeverano mucche e pecore, sui fianchi della vallata sono ancora evidenti i resti di morene e i segni che il ghiacciaio ha lasciato sulle rocce man mano che si è sciolto. Sullo sfondo spicca il Rötspitz (Pizzo Rosso, 3.495mt) con il suo ghiacciaio ma anche le montagne poste ai lati della vallata creano uno scenario di grande impatto.

La Malga Röt e la Valle Rossa, sullo sfondo il Pizzo Rosso.
Prima di ristorarci presso la malga percorriamo tutto il fondovalle fiancheggiando in parte il corso del torrente Rötmoos, almeno fino a quando il sentiero comincia a salire in maniera più ripida (proseguendo in quella direzione si giunge al Rifugio Giogo Lungo, 2.590mt). La famiglia Benedikter accoglie gli ospiti nella sua malga con i piatti tipici della zona ma anche con alcuni deliziosi prodotti di produzione propria (latte, burro e formaggio Graukäse), inoltre è possibile acquistare pizzi fatti al tombolo dalla signora Benedikter, maschere in legno e minerali.

La Rötalm vista da un'altra angolazione, sullo sfondo il Monte Fumo che fa parte delle Alpi dei Tauri Occidentali (Rauhkofel, 3.251mt).

Ci rifocilliamo presso la malga, intanto nel frattempo sono salite diverse altre persone, alcune più attrezzate proseguono verso il Giogo Lungo e probabilmente hanno intenzione di scalare il Pizzo Rosso, altre invece preferiscono fare una sosta mangereccia alla Rötalm. Nel primissimo pomeriggio scendiamo a valle, nonostante il sentiero sia arroventato dal sole, incontriamo ancora alcune persone che stanno faticosamente salendo. Quando raggiungiamo il punto di partenza, visto che l'ora è decente decidiamo di fare una visita al Bergbaummuseum. Occorre prenotarsi ma vi sono ancora un paio di posti nella prossima e ultima visita che partirà nel giro di mezz'ora, giusto il tempo di indossare un abbigliamento un po' più caldo e il caschetto protettivo e l'impermeabile giallo obbligatori e poi siam pronti per salire sul trenino che ci porterà nelle viscere della terra. Il Museo è aperto dal 1° Aprile fino alla fine di Ottobre, tutti i giorni dalle 9:30 alle 16:30 (giorno di chiusura: lunedi), l'ultimo viaggio in miniera si effettua alle ore 15, il costo del biglietto è di € 9/adulto (anno 2010, sconti per comitive e prezzi speciali per famiglie, bambini e over 65).
La visita guidata all'interno della miniera è molto istruttiva, si passa anche in prossimità del centro climatico ricavato all'interno della miniera, non è visitabile quando vi sono persone che effettuano la terapia. Per approfondire la conoscenza sull'attività mineraria in Valle Aurina, merita una visita anche il Museo delle Miniere ricavato nel granaio di Cadipietra (date apertura e orari come la miniera di Predoi).

Note:
questa escusione può essere effettuata anche partendo da Casere, nelle vicinanze del parcheggio a pagamento in fondo al paese c'e' una palina informativa e si segue il segnavia n° 11 (il sentiero sul limitare del bosco si ricongiunge poi con quello che parte da Predoi). Tempo di salita da Casere alla Rötalm: 100min.

Come raggiungere Predoi in treno:
fermata alla Stazione di Brunico posta sulla linea ferroviaria da Fortezza a San Candido in Val Pusteria. Brunico dista poco meno di 20km da Lutago il primo paese della Valle Aurina che può essere raggiunto tramite un comodo servizio di bus che serve anche gli altri paesi della vallata tramite la SS621. Il servizio di bus la Domenica ha orari alquanto ridotti, mentre, in settimana, passa più frequentemente (è bene consultare gli orari sul sito della SII http://www.sii.bz.it, la società che gestisce il servizio di trasporto).




L'estrazione del rame in Valle Aurina:

Nelle vicinanze del centro visite della Miniera c'è una mappa che indica la posizione di 7 gallerie sovrapposte nella montagna i cui accessi sono ancora visibili (in realtà quelle scavate nel corso dei secoli erano molte di più). A parte la St. Ignatz a quota 1.525mt, utilizzata fra la metà del XVIII e gli inizi del XIX secolo , che fu anche l'unica galleria scavata integralmente con la polvere pirica, tutte le altre furono faticosamente scavate con mazza e punta.
Tutte le gallerie furono scavate in leggera salita, in modo che l'acqua potesse defluire agevolmente.
Si cominciò a cercare il rame scavando le gallerie più in alto nella montagna poi, via via che la vena si riduceva, si scavava un'altra galleria più in basso; in questo modo però le gallerie diventavano sempre più lunghe man mano che ci si allontanava dal pozzo centrale (originario del 1400).
Secondo la leggenda fu un toro infuriato che con le corna si mise a sollevare il terreno e a mettere in evidenza delle rocce dal colore dorato, la zona in cui sarebbe avvenuta la scoperta è probabilmente quella in cui adesso è posta la croce e che viene detta “Rötkreuz” a 2.080mt.
Grazie a alcuni ritrovamenti, si è potuto stabilire che queste zone erano probabilmente già sfruttate per la presenza del rame in epoca arcaica (intorno al 1.000 a.C.) ma è soprattutto nel corso dei secoli XV, XVI, XVII e XVIII che si diede inizio a uno sfruttamento intensivo della montagna per l'estrazione del rame, grazie anche all'acquisizione delle miniere da parte di alcune potenti famiglie Austriache.
Inizialmente si scavava a mano e a volte si scalpellinava tutto il giorno per guadagnare poco più di due centimetri perchè la roccia era particolarmente dura in alcuni punti, per certe gallerie furono necessari anni di lavoro e generazioni di minatori per portarle a compimento (per fare un esempio per scavare la galleria St. Christoph a 1.682mt di quota, utilizzata fra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo e lunga 500mt, furono necessari 18 anni di lavoro). Molto spesso durante l'escavazione delle gallerie degli addetti dovevano soffiare aria con dei mantici all'interno per poter garantire l'introduzione di aria fresca nelle gallerie per i minatori al lavoro. Con l'introduzione della polvere pirica nel corso del XVIII secolo, l'escavazione procedette in maniera più rapida ma, per via delle esplosioni, alcune delle vecchie gallerie crollarono.
Verso la fine del Medioevo i minatori ottennero diversi privilegi a causa del duro e pericoloso lavoro a cui si sottoponevano: per esempio ottennero buoni compensi, esenzioni fiscali e doganali e all'arruolamento in caso di guerra, permessi di caccia e pesca.
Fino al 1550 si estraeva il rame da ben 20 gallerie. Nel 1552 furono concesse agli imprenditori Karl Welsberg e Kaspar Mor le gallerie St. Marx e St. Sebastian, il minerale estratto dalla miniera veniva portato in superficie con un vagoncino e separato dalla roccia sterile, quindi veniva classificato nelle baracche sia da minatori anziani ma anche da bambini e donne. Questi edifici erano costruiti parte in pietra e parte in muratura e servivano anche per il soggiorno degli operai. La calcopirite veniva conservata in un magazzino nelle vicinanze della galleria e, all'inizio dell'inverno prima che la neve impedisse gli spostamenti, portata a valle da persone, utilizzando sentieri a volte anche un po' pericolosi, tramite dei sacchi ricavati dalla pelle del maiale e stoccata in altri depositi, con l'ausilio di carri e/o slitte trainate da cavalli il materiale raggiungeva infine le fonderie di fondovalle (anche se per diverso tempo venne fuso vicino alle gallerie). La roccia sterile veniva invece buttata in una specie di discarica.
Nel decennio 1881-1891 furono estratte ancora oltre 13.000 tonnellate di pirite, una lega composta da zolfo e ferro.
Il minerale estratto doveva essere fuso almeno tre/quattro volte per ridurne il contenuto di zolfo e ottenere un'elevata purezza. Tutto ciò comportò il graduale disboscamento delle aree limitrofe per recuperare grandi quantitativi di legna da ardere nelle fonderie e per costruire i sostegni delle gallerie. Il disboscamento selvaggio determinò alcune slavine che si abbatterono sui paesi sottostanti distruggendo tutto quello che incontravano sul loro cammino, fornaci comprese. Dopo aver quasi completamente disboscato la zona di Predoi si costruì una nuova fonderia a San Giovanni ma nel 1878 un'imponente slavina la seppellì e distrusse completamente, negli anni successivi ne fu quindi costruita un'altra vicino a dove era la precedente fonderia di Predoi (si vedono alcuni resti con l'alta ciminiera nei pressi del parcheggio del Museo della Miniera di Predoi “Bergbaummuseum”) ma, il fatto che l'estrazione del rame non fosse più redditizia, finì con il determinare la fine di questa attività (1893) e il conseguente impoverimento delle famiglie della valle per la mancanza di lavoro. Pian piano gli abitanti del luogo si convertirono a altre tipologie di attività (es. pastorizia e arte dei pizzi al tombolo) e iniziò anche il graduale rimboschimento delle montagne circostanti per preservare i paesi dal rischio di valanghe e slavine. Adesso il paesaggio è decisamente cambiato se si confrontano le foto della vallata con quelle di inizio secolo ma resta ancora molto da fare e non è difficile imbattersi in sentieri parzialmente distrutti o ricoperti da frane.
Dopo alcuni anni di abbandono (ci fu un tentativo di riprendere l'attività mineraria fra gli anni 60-70), la galleria St. Ignatz (la più recente) venne messa in sicurezza e si decise di trasformare l'intera area in un museo sfruttando il percorso dei vagoni dei minatori per portare i visitatori nel cuore della montagna. Inoltre all'interno della ex miniera venne anche creato un Centro Climatico che, sfruttando il particolare microclima presente in quell'ambiente, permette di curare alcune malattie respiratorie (==> http://www.ich-atme.com/it/ ).


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Escursione dal Lago Neves (1.860mt) al Rifugio Giovanni Porro (2.420mt)

Tutti i diritti riservati - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata.



Quota partenza: 1.860mt

Quota arrivo: 2.420mt
Dislivello: 560mt
Segnavia: 24
Tipologia: sentiero escursionistico facile ma richiede un minimo di allenamento (E)
Tempi: 110min (andata), 90min (ritorno)

Cartografia: carta topografica per escursionisti della casa editrice Tabacco, scala 1:25.000, foglio 036 "Campo Tures" , sito web www.tabaccoeditrice.com/ .

Apertura del Rifugio: da metà giugno a metà ottobre
Giorno chiusura:  /
Sito del Rifugio: http://www.chemnitzerhuette.com/it/ .


L'escursione si svolge nella Valle di Lappago, una costola della Valle Aurina in Trentino Alto Adige.

Il Rifugio Giovanni Porro viene indicato sulle mappe con due nomi "Chemintzer Hütte" o "Nevesjoch Hütte" (Rifugio Forcella di Neves). Il primo rifugio, chiamato Nevesjoch, venne costruito nel 1880 dalla sezione del "Deutscher und Österreichischer Alpenverein" (Club alpino Tedesco e Austriaco) di Tures sul passo di Neves che separa la Valle di Lappago da quella di Rio Bianco. Successivamente, a causa di difficoltà economiche, il rifugio venne ceduto alla sezione di Chemintz in Sassonia che affiancò alla precedente costruzione un nuovo rifugio e lo chiamò Chemintzer. Dopo la prima guerra mondiale e alcuni anni di quasi totale abbandono, passò definitivamente alla sezione CAI di Milano che lo intitolò all'ufficiale degli Alpini Giovanni Porro.

Panorama della vallata di Lappago

Cielo sereno, aria piuttosto fresca quasi freddina, per arrivare al lago la strada è stretta e tortuosa, c'e anche un tratto a senso unico alternato e regolato da semaforo, in prossimità della diga si paga pedaggio di € 4 per auto e € 2 per moto per l'intera giornata.

Il panorama dalla diga sul lago Neves (1.860mt)

Il lago è di un bel colore ceruleo e lo spettacolo dei monti circostanti (alcuni ancora innevati) crea uno scenario molto bello, sul lato contrapposto alla diga fa da sfondo il ghiacciaio del Grande Mesule (3.479mt).

Il sentiero nel bosco che dal parcheggio del lago Neves sale al Rifugio Porro (segnavia 24)

Il percorso che raggiunge il rifugio parte dal fondo del parcheggio posto sulla sponda destra del lago di Neves, seguire i cartelli Chemintzer Hütte oppure segno con riga bianca e rossa o segnavia n° 24.
La salita avviene dapprima attraverso un fitto bosco, tagliando e intersecando in più punti la strada forestale sterrata che porta sul pianoro sovrastante. Il sentiero è ombreggiato e piacevole anche se sale in maniera abbastanza ripida nel bosco, talvolta con alcuni gradoni in pietra. Via via la vegetazione digrada e si arriva su un pianoro erboso attraversato da un sentiero in pietrisco che si inerpica con alcuni tratti più ripidi e altri più tranquilli fino a arrivare in vista del rifugio (si passa vicino a un paio di casolari non aperti al pubblico).

Si arriva in vista del Rifugio Porro ma c'è ancora un po' di strada da percorrere!

Großer Möseler (Gran Mesule) 3.479mt
Un ultimo tratto più ripido permette di giungere finalmente al rifugio Giovanni Porro (1 ora e venti dalla partenza), nel frattempo il tempo è cambiato e la parte sul pianoro e il tratto finale li abbiamo percorsi sotto un cielo nuvoloso. All'orizzonte, dietro al Rifugio vi sono dei nuvoloni molto scuri che non preannunciano niente di buono, ci accomodiamo all'interno anche perchè l'aria a 2.420 metri, in mancanza di sole, è decisamente fredda.

Una delle sale interne del Rifugio Porro

Un lauto pasto caldo a base di canederli in brodo e strudel ci riscalda e prepara al rientro (io mi sono accontentata di un piatto di speck e panino senza glutine alle noci che ho portato nello zaino). Fortunatamente le nubi che si stavano addensando al nostro arrivo al rifugio non hanno prodotto alcun acquazzone e, dopo alcuni scatti fotografici, ci si appresta a scendere al lago sullo stesso sentiero dell'andata.
Dal rifugio Porro (3) si dipartono numerosi sentieri, alcuni più impegnativi e destinati a escursionisti provetti portano sulla cima del Gran Mesule e alla Cima di Campo, altri invece sono più abbordabili e consentono per esempio di effettuare lunghe escursioni anche tramite l'Alta Via di Neves quella di Fundres e raggiungere il Rifugio Ponte di Ghiaccio a 2.545mt (2) e poi Fundres (1) oppure, girando intorno allo Speikboden (4) tramite il sentiero "Kellerbauer", di scendere a Acereto (5):

Alcune delle escursioni effettuabili dal Rifugio Giovanni Porro.

Quando abbiamo effettuato l'escursione all'inizio di Luglio alcuni cartelli segnalavano che il tratto fra il Rifugio Porro e il Rifugio Ponte di Ghiaccio era interrotto a causa di una frana, quando abbiamo chiesto informazioni al gestore del Rifugio Porro ci ha detto che il percorso poteva essere effettuato ugualmente anche se in alcuni punti vi erano dei passaggi un po' scoperti (conviene informarsi sullo stato del sentiero presso i Rifugi prima di intraprendere la lunga e bella attraversata).

Buona parte della discesa avviene con tempo ancora grigio ma pian piano il meteo cambia di nuovo e, quando siamo pochi metri sopra il livello del lago, esce di nuovo il sole (adesso la temperatura nel tratto boschivo non è piacevole come al mattino, c'è un po' di afa ma per fortuna lo stiamo percorrendo in discesa). Facciamo ancora un giro intorno al lago, passando sul lato opposto a quello del parcheggio e vediamo i cartelli con le indicazioni per il rifugio Edeerauthutte (Ponte di Ghiaccio, 2.545mt), poi si raggiunge l'auto e si rientra a San Giovanni.
Il percorso è piacevole e ben segnalato e non presenta difficoltà oggettive, occorre solo un po' di allenamento a camminare in salita.

Come raggiungere Lappago in treno:
fermata alla Stazione di Brunico posta sulla linea ferroviaria da Fortezza a San Candido in Val Pusteria. Brunico dista poco meno di 20km da Lutago il primo paese della Valle Aurina che può essere raggiunto tramite un comodo servizio di bus che serve anche gli altri paesi della vallata tramite la SS621. Il servizio di bus la Domenica ha orari alquanto ridotti, mentre, in settimana, passa più frequentemente (è bene consultare gli orari sul sito della SII http://www.sii.bz.it, la società che gestisce il servizio di trasporto).

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Escursione da San Giacomo (1.150mt) a Malga Bärental (1.874mt)

Quota partenza: 1.140mt
Quota arrivo: 1.874mt
Dislivello in salita: 734mt
Segnavia: 7
Tipologia: sentiero escursionistico ripido e, a tratti, non ben segnalato (E)
Tempi: circa 140min (andata), circa 120min (ritorno)
Cartografia: carta topografica per escursionisti della casa editrice Tabacco, scala 1:25.000, foglio 035 "Valle Aurina e Vedrette di Ries" , sito web www.tabaccoeditrice.com/ .
Apertura della malga: da metà maggio a metà ottobre
Giorno chiusura:  /
Sito della malga: http://www.oberachrain.com/ .


L'escursione si svolge in Valle Aurina in Trentino Alto Adige.
Poco dopo essere usciti dal paese di San Giacomo sulla SS621 in direzione San Pietro, sulla destra c'è una palina con le indicazioni “Bärentalalm 7”, il numero 7 indica il sentiero che si dovrà seguire per arrivare alla meta odierna nella Valle dell'Orso.

San Giacomo visto dal sentiero 7 che conduce alla Bärentalalm.

Dopo aver percorso un breve tratto della strada forestale che passa attraverso alcune fattorie, i cartelli indicano di seguire un ripido e tortuoso percorso che si inerpica nel fitto bosco. Il sentiero non è ben segnalato da cartelli ma si distingue in maniera abbastanza chiara seguendo le tracce in mezzo al bosco che portano a attraversare in più punti la strada forestale fino a arrivare a un pianoro . Al mattino buona parte del percorso è all'ombra e risulta meno faticoso.
Giunti sul pianoro continuare a seguire le indicazioni per la Bärentalalm, sempre alternando tratti nel bosco a altri, più brevi, sulla strada bianca. Pian piano il bosco si dirada e si aprono dinnanzi a noi diversi pascoli dove pascolano liberamente mandrie di mucche e in cui lavorano alcuni contadini intenti a tagliare o raccogliere il fieno. Sullo sfondo si stagliano a poco a poco le cime del Schönberg Spitz (2.479mt), Hirbernock (3.100mt), si passa prima in prossimità della Malga Hochfeld (1.837mt) e, nel giro di una quindicina di minuti, passando in prossimità di un torrente, si arriva alla Malga Bärental. La strada forestale termina poco oltre, in prossimità della malga successiva (non aperta al pubblico).

La Malga Bärental

La malga Bärental (= orso) è gestita dalla famiglia Gartner che è proprietaria anche della casa vacanze Oberachrain in paese, i piatti proposti sono semplici (piatto di speck, piatto misto, formaggio fresco con burro, latte, birre, caffè, minestrone di verdura, Gräukase, salsiccia affumicata). Opto per un bel bicchierone di latte e per il formaggio fresco con burro da spalmare sul mio pane senza glutine che porto sempre nello zaino. Latte e burro hanno un sapore indescrivibile: troppo buoni!

Un curioso sistema per convogliare l'acqua del ruscello al lavatoio (nel quale sono tenute al fresco le birre!)


La bella vista dalla Bärentalalm verso il Wollbachspitz (3210mt) e le cime al confine con l'Austria

La vallata alle spalle della Bärentalalm chiusa in fondo dal Gamskarschneide (2984mt) e dall'Hirbernock (3010mt)

Per almeno un'ora siamo gli unici ospiti poi arrivano alcuni tedeschi, dopo aver pranzato prendiamo un po' di sole nell'angusto e tranquillo prato alle spalle della chiesetta che sorge a fianco della malga, anche se il meteo sta cambiando e arrivano alcune nuvole. Il rientro viene effettuato seguendo integralmente la strada forestale e evitando di passare nel bosco (la strada del ritorno risulta più agevole ma polverosa e un poco più lunga rispetto a quella dell'andata), inoltre il pomeriggio la temperatura è piuttosto afosa.

La chiesetta a fianco della Bärentalalm e sullo sfondo il Schönberg Spitz (2472mt)


La Valle dell'Orso in cui sorge l'omonima malga è molto bella e si presta a numerose escusioni, alcune delle quali più adatte a escursionisti esperti poichè vi sono tratti esposti o ferrate. Dalla malga Hochfeld è possibile anche raggiungere il Klaussee (Lago della Chiusetta) passando per la cima Hochfeld (Campalto, 2.296mt) oppure la stazione a monte della funivia Klausberg, mentre in prossimità della malga Bärental parte un sentiero che conduce al Schönberg Spitz.

Come raggiungere San Giacomo in treno:
fermata alla Stazione di Brunico posta sulla linea ferroviaria da Fortezza a San Candido in Val Pusteria. Brunico dista poco meno di 20km da Lutago il primo paese della Valle Aurina che può essere raggiunto tramite un comodo servizio di bus che serve anche gli altri paesi della vallata tramite la SS621. Il servizio di bus la Domenica ha orari alquanto ridotti, mentre, in settimana, passa più frequentemente (è bene consultare gli orari sul sito della SII http://www.sii.bz.it, la società che gestisce il servizio di trasporto).

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Escursione da Rio Bianco (1.334mt) a Malga Schönberg (1.792mt)

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Schönberg Alm (sullo sfondo la cima Schönberg con la croce)

Quota partenza: 1.334mt
Quota arrivo (Schönberg Alm): 1.792mt
Dislivello in salita: 458mt
Segnavia: 5A - 5
Tipologia: T (sentiero facile e turistico fino alla malga), EE (fino in cima alla vetta)
Tempi (fino alla Malga): circa 90min (andata), circa 70min (ritorno)

Cartografia: carta topografica per escursionisti della casa editrice Tabacco, scala 1:25.000, foglio 035 "Valle Aurina e Vedrette di Ries" , sito web www.tabaccoeditrice.com/ .

Quota finale con proseguimento al Montebello / cima Schönberg:  2.273mt
Apertura della Malga: da maggio a ottobre
Giorno chiusura: martedi (tranne metà luglio / fine agosto)
Sito: http://www.schoenbergalm.com/ .


Prima escursione della vacanza di Luglio 2011 in Valle Aurina in Trentino Alto Adige, optiamo per una camminata facile, cielo sereno, aria frescolina di prima mattina, durante la giornata però la temperatura sale fin quasi a sfiorare i 30°C. Rio Bianco è una piccola e graziosa frazione a pochi chilometri da Lutago (Bz), si trova in una amena vallata laterale della Valle Aurina in Trentino Alto Adige.
Occorre lasciare l'auto nel parcheggio vicino alla chiesa Parrocchiale di San Giacomo e seguire i cartelli che conducono alla malga (circa 1,5 ore di cammino in salita, mai faticoso, seguire prima segnavia n° 5A poi diventa 5), la prima parte del percorso è asfaltata poi, all'altezza della casa vacanze Bruneggerhof, diventa sterrato e, tramite una strada bianca, si addentra nel bosco con qualche tornante, purtroppo ogni tanto passa qualche veicolo diretto alle malghe della zona e si alza un po' di polvere. Il cammino è piacevole e , con una giornata così splendida, si rimane colpiti dal'azzurro intenso del cielo e il verde smeraldo della vegetazione, a tutto fanno da sfondo delle cime spettacolari.
La Schönberg Alm sorge a 1.792 mt su un pascolo; invece, per i più allenati, la strada sterrata prosegue ancora per un chilometro circa poi si perde in un pianoro erboso dal quale si gode un bel panorama. In prossimità di una baita in legno si diparte un sentiero (5), a tratti anche piuttosto ripido, che sale fino in cima alla montagna sovrastata da una croce, si tratta del Montebello/Schönberg di 2.273mt. Verso la cima, in alcuni punti sono previste delle corde fisse di sostegno.

Un tipico maso lungo il sentiero che conduce alla Schönbergalm

I piatti tipici che si possono trovare alla Malga sono il tagliere misto con salumi, il piatto di speck, il formaggio Graukase, i canederli in brodo o asciutti, la birra weiser oppure succhi di sambuco, mela e mirtillo, oltre a grappe di produzione locale e altre prelibatezze. Nell'ampio prato sottostante alla malga si può prendere il sole oppure semplicemente rilassarsi mentre, poco lontano, alcune mucche si abbeverano fra lo scampanellio dei campanacci.
La camminata da Rio Bianco fino alla Schönberg Alm è decisamente tranquilla e consigliata per una prima presa di contatto con la valle, è un'escursione indicata per persone con poco allenamento e alle famiglie con bambini. Invece, la parte successiva che conduce alla cima Schönberg è adatta a escursionisti esperti!
Scendere a valle per stesso percorso dell'andata. Nel primo pomeriggio si avvicinano alcune nuvole, giusto il tempo di salire in auto e poi qualche scroscio di pioggia scende per alcuni minuti.
Ho chiesto a uno dei proprietari della malga se in inverno fosse aperta e, con l'accento marcatamente Tirolese, mi ha risposto che "in inverno si gode la vita a Maiorca" ......... beato lui!

Panorama con vista sulle Vedrette di Ries dal pianoro al di sopra della Schönberg Alm

Una curiosa girandola alla Schönbergalm
Vista la facilità con cui può essere raggiunta, penso che in piena stagione vi sia molta gente ma, quando siamo stati in un giorno infrassettimanale di inizio Luglio, mi è sembrata un'oasi piacevole e tranquilla anche perchè c'era solo un gruppo di quattro persone oltre a noi due.
Celiachia: alla Schönberg Alm a volte hanno pane senza glutine (occorre chiedere ai proprietari).

Come raggiungere Lutago in treno:
fermata alla Stazione di Brunico posta sulla linea ferroviaria da Fortezza a San Candido in Val Pusteria. Brunico dista poco meno di 20km da Lutago il primo paese della Valle Aurina che può essere raggiunto tramite un comodo servizio di bus che serve anche gli altri paesi della vallata tramite la SS621. Il servizio di bus la Domenica ha orari alquanto ridotti, mentre, in settimana, passa più frequentemente (è bene consultare gli orari sul sito della SII http://www.sii.bz.it, la società che gestisce il servizio di trasporto).

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Valle Aurina "Ahrntal" in Trentino Alto Adige

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La meta delle brevi vacanze estive di quest'anno è stata, per il secondo anno consecutivo, la Valle Aurina (in Tedesco "Ahrntal") nel sud Tirolo Italiano che si estende da Luttago (Luttach) fino a Casere (Kasern) nell'Alto Adige e comprende anche le frazioni e i paesi di Gisse, San Giovanni (St. Johann im Ahrntal), Cadipietra (Steinhaus), San Giacomo (St. Jacob im Ahrntal), San Pietro (St. Peter) e Predoi (Prettau). La Valle è posta nella punta all'estremità nord-orientale dell'Alto Adige e si incunea, quasi come una freccia, nell'Austria. Già dai tempi remoti era usata dalle popolazioni locali per gli scambi commerciali con gli abitanti Oltralpe attraverso il valico della Forcella del Picco.


Visualizza Vacanza in Valle Aurina (Ahrntal) in una mappa di dimensioni maggiori

Si tratta di una una stretta e verdeggiante vallata, ricca di ruscelli e cascate, lunga poco più di una ventina di chilometri, attraversata dall'omonimo torrente e fiancheggiata da cime di tutto rispetto quali per esempio il Picco dei Tre Signori (3.499mt), la Vetta d'Italia (2.912mt), il Pizzo Rosso (3.495mt), il Sasso Nero (3.369mt). Sono ben 14 le montagne sopra i 3.000 metri della zona, la valle parte dalla quota di Lutago di 956 mt s.l.m. fino a arrivare ai 1.582 mt s.l.m. di Casere. In passato questa zona era diventata famosa per le sue miniere di rame, in tempi più recenti (dopo l'abbandono dell'attività mineraria), per la bellezza delle sue montagne e la possibilità di praticare sport sia estivi che invernali a tutti i livelli.

Casa tipica con maschere e decorazioni in legno di vario tipo a St. Johann (vicino all'Hotel Griesfeld)

La Valle Aurina e' ricchissima d'acqua, effettuando le escursioni ci si imbatte in numerosi ruscelli, cascate, laghetti di alta quota ma anche torbiere.
La scelta di questa valle per la villeggiatura nel 2010 era stata dettata dal dover scegliere un hotel che preparasse anche pasti per celiaci vista la mia intolleranza al glutine. Inizialmente l'idea era di trascorrere delle vacanze itineranti in Bretagna e Normandia ma, dopo aver ricevuto la risposta poco incoraggiante dall'AFDIAG (Assocazione Celiachia Francese) riguardo alla mancanza di strutture idonee ai celiaci sul territorio Francese, ho optato per una delle strutture informate A.I.C. Mi ha colpito vedere come in una piccola regione come il Trentino Alto Adige vi siano diverse strutture informate A.I.C. e, fra quelle elencate, ho scartato quelle che non avevano più posto per la settimana prescelta per le ferie e anche quelle che si trovavano in valli che avevo già visitato in passato.
In ballottaggio c'erano un albergo in Val di Fiemme, uno in Val di Sole e uno in Valle Aurina, non ero mai stata in alcuna di queste valli e la scelta è ricaduta sullo Sporthotel Griesfeld *** a San Giovanni in Valle Aurina anche per la gestione familiare.

Sporthotel Griesfeld


Il Griesfeld è un grazioso hotel a tre stelle con 27 camere, dotato di piccola zona benessere con piscina coperta, sauna, zona relax e cabine a infrarossi, situato nel centro abitato di San Giovanni, ottimo punto di partenza per tante escursioni estive nella Valle Aurina (il paese non è servito da impianti di risalita quindi nella stagione invernale occorre spostarsi nei paesi limitrofi in cui sono operative cabinovie e seggiovie).
La Famiglia Prenn si occupa cordialmente degli ospiti , il titolare Sig. Josef Prenn è lo chef e prepara deliziosi manicaretti per celiaci e non, la moglie Hannelore e la figlia Patrizia, coadiuvate da alcune aiutanti, servono ai tavoli. E' stata una settimana di lunghe passeggiate ma anche di ricche mangiate, è stato bello potersi sedere al tavolo sapendo di poter mangiare tranquillamente tutte le pietanze proposte nel menù, senza mai sentirsi "diversi".
Si dice che "il buon giorno si vede dal mattino", in effetti era piacevole scendere a colazione e trovare dei buoni dolcetti senza glutine (es. torta simil Sacher o torta di nocciole con marmellata) in un' apposito piccolo spazio della sala da pranzo riservato ai celiaci oppure già predisposto sul proprio tavolo per evitare contaminazioni.
La cena, servita alle ore 19 (orario Teutonico) prevedeva sempre un primo, un secondo e un dolce, oltre a un ricco buffet di insalate e stuzzichini vari. Al mattino, durante la colazione, era già presente il menù serale in modo che, nel caso in cui qualche pietanza non fosse stata di ns. gradimento, si potessero effettuare le variazioni del caso. La colazione, molto varia e abbondante, era a buffet. Ogni Mercoledi sera viene organizzata una cena speciale con zuppa del contadino, carni miste grigliate e cotte al forno, contorni vari e un ricco buffet di insalate, stuzzichini vari e , a seguire, di dolci di varia tipologia (la maggior parte dei quali sono senza glutine!), se il tempo lo consente si svolge al'aperto.
Per quanto riguarda la camera, situata al secondo piano, devo dire che, pur essendo confortevole, lo stile era un po' retrò e che avrebbe avuto bisogno di un restiling. Alcune delle camere sono sprovviste di moquette sul pavimento o, comunque, idonee per chi soffre di allergie (è necessario farne richiesta al momento della prenotazione). Inoltre, sempre su richiesta, i celiaci possono ordinare un pranzo al sacco da portare durante le escursioni.

Un'altra casa tipica a St. Johann (vicino all'Hotel Griesfeld)


La Valle Aurina è lontana dalla vita frenetica di alcune cittadine di montagna situate in vallate più blasonate e che negli ultimi anni sono state prese d'assalto dal turismo di massa, c'è qualche locale per trascorrere la serata in tranquillità ma niente vie piene di negozi e colme di gente per lo struscio serale. E' un posto piuttosto tranquillo, il turismo è costituito soprattutto da persone attratte dalla quantità e varietà di flora e fauna presenti sui monti di questa vallata e mi piace proprio per questo motivo. Alcune malghe sono a bassa quota e a portata di auto e sono quelle più frequentate da famiglie con bambini o da persone che non sono abituate a camminare ma la quantità e varietà di percorsi presenti è talmente ampia che ci si può tuffare in una natura quasi incontaminata, lontana dai clamori e dallo stress della vita di città.
La conformazione attuale della Valle deriva anche da quanto è stato fatto dall'uomo nei secoli passati. Grazie a alcuni ritrovamenti, si è potuto stabilire che queste zone erano già sfruttate per la presenza del rame in epoca arcaica (intorno al 1.000 a.C.) ma è soprattutto nel corso dei secoli XV, XVI fino al XIX che si diede inizio a un'estrazione massiccia del rame (più avanti trovate comunque maggiori dettagli sullo sfruttamento minerario della valle).

Le possibilità di effettuare escursioni, a qualunque livello, sono pressochè infinite vista anche la vicinanza con la Valle di Tures, le Valli di Riva e di Selva dei Molini. Più sotto vi elenco le escursioni effettuate sia lo scorso che quest'anno, si tratta di percorsi per escursionisti, magari per alcune è necessario un minimo di allenamento ma i sentieri effettuati non presentano particolari difficoltà. Camminando in montagna sono comunque vivamente consigliati un abbigliamento e attrezzatura adatti con scarpe comode e con suola idonea a lunghe passeggiate e a percorsi un po' accidentati.
Inoltre nella Valle Aurina in estate è possibile effettuare giri in MTB, praticare il Nordic Walking e effettuare escursioni guidate a tema con un accompagnatore per andare alla scoperta delle bellezze naturali della valle e per appofondire le conoscenze botaniche.
Infine, per quanto riguarda gli sport invernali è possibile praticare la discesa con gli sci e lo snowboard sul Monte  Speikboden e sul Monte Klausberg (serviti entrambi da cabinovie e impianti vari di risalita), mentre, lo sci di fondo si pratica a Predoi, Riva di Tures e a Rio Bianco dove c'è un anello di 15km creato nel 2003.
Presso il Centro Informazioni Turistiche, situato in un edificio di recente costruzione all'interno del parcheggio di Casere, potete trovare tutte le informazioni a riguardo.


In caso di maltempo, consiglio di trascorrere  la giornata presso il centro sportivo e termale Acquarena di Bressanone (ved. post "Bressanone e dintorni") che dista circa 60km da San Giovanni in Valle Aurina, il luogo ideale per rilassarsi e ricaricare le batterie.

Infine due note sulla cucina e i piatti tipici della valle Aurina in generale (non specificatamente per celiaci), la cucina è semplice e basata sui prodotti locali, nei rifugi e nelle malghe che si incontrano lungo il cammino è spesso possibile fermarsi per degustare qualche prodotto tipico a prezzi ragionevoli:

Un bel piatto di profumato speck, accompagnato dalla immancabile salsa al cren e da qualche sottaceto.
Un tagliere di formaggi misti con la solita salsa al cren e verdurine decorative (la fetta di formaggio più in alto è il Graukäse)
Un tagliere misto di formaggi e salumi della Valle Aurina
Canederli allo speck e erba cipollina in brodo
Uova strapazzate con speck e erba cipollina, a volte c'è anche la versione con aggiunta di patate a fette.
Vogliamo concludere conn un buon dessert? Lo strudel con la crema tiepida alla vaniglia
Nella malghe vengono anche serviti prodotti di produzione propria come latte, formaggi, burro e yogurth ma anche grappe, speck. Il latte è squisito


Escursioni a piedi:



Come raggiungere la Valle Aurina:

  • in auto: autostrada A22/E45 del Brennero, uscita di Bressanone-Val Pusteria, seguire la SS49 della Val Pusteria in direzione Brunico, a Brunico seguire indicazioni per Campo Tures/Valle Aurina, a Campo Tures imboccare la SS621 che attraversa la Valle Aurina e percorrerla fino alla meta desiderata.
  • in treno: fermata alla Stazione di Brunico posta sulla linea ferroviaria da Fortezza a San Candido in Val Pusteria. Brunico dista poco meno di 20km da Lutago il primo paese della Valle Aurina che può essere raggiunto tramite un comodo servizio di bus che serve anche gli altri paesi della vallata tramite la SS621. Il servizio di bus la Domenica ha orari alquanto ridotti, mentre, in settimana, passa più frequentemente (è bene consultare gli orari sul sito della SII http://www.sii.bz.it, la società che gestisce il servizio di trasporto).

Cartografia:
  • Carta topografica per escursionisti della casa editrice Tabacco, scala 1:25.000, fogli 035 "Valle Aurina e Vedrette di Ries" e 036 "Campo Tures" , € 7,50/cad (costo anno 2011), sito web www.tabaccoeditrice.com/ . Queste carte sono quelle in dotazione al Soccorso Alpino dell'Alto Adige.
  • Carta escursioni n° 82 "Valli Tures e Aurina" della Kompass, scala 1:50.000, ISBN 978-3-85491-091-6, sito web www.kompass-italia.it/ .
  • Carta escursioni n° 082 "I monti della Valle Aurina" della Kompass, scala 1:25.000, ISBN 978-3-85491-526-3, sito web www.kompass-italia.it/ .


Siti utili:



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Piemonte in bici

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Dopo un po' di tempo, ritorno a scrivere qualcosa, di seguito potete trovare una serie di segnalazioni di eventi dedicati al mondo delle due ruote a pedali che si svolgono in Piemonte nel corso dell'anno.
Si tratta di notizie che ho reperito in rete e/o di eventi che mi sono stati segnalati e che reputo interessanti da condividere con altri amici che amano pedalare.

  • IN BICI IN VALLE STURA:  in Valle Stura, nei weekend di Giugno, Luglio e Settembre 2011 c'è l'opportunità di caricare la bicicletta sull’autobus da Cuneo (al costo di 5€ a persona oppure 10€ a famiglia) scendendo poi in sella dal Colle della Maddalena o da un'altra località, ammirando la Valle Stura e fermandosi nei paesi della Valle, dove trattorie, locande, ristoranti e negozi sono convenzionati con l'iniziativa. Per maggiori info visitate il sito www.vallesturademonte.com/bici [ringrazio il Sig. Dino Giove dell'Associazione Vivi la Natura di Demonte (Cn) per la segnalazione]
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