Io viaggio adagio

In un tempo in cui si è etichettati “lenti (slow)” oppure “rock”, in un tempo in cui c’è la riscoperta dello “slowfood” rispetto al “fastfood” ecco che anche nel mondo dei viaggi c’è la necessità di recuperare il valore della lentezza in contrapposizione alla frenesia che permea il turista medio. Il sito http://www.viaggioadagio.it/ che ho recentemente scoperto grazie a un commento postato su Giringiro da mstec005 vuole proprio evidenziare questa necessità di riscoprire il piacere di viaggiare, di lasciarsi avvolgere dalle sensazioni che esprime un viaggio, di assaporare e gustare ogni momento del viaggio, di tuffarsi nelle emozioni che ogni viaggio sprigiona.
“Io viaggio adagio” è il motto del sito e vi consiglio di visitarlo perchè troverete molti spunti interessanti a partire dalla Premessa .

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Pantelleria e Sicilia (aereo + auto)

"Pantelleria spiagge di sabbia" è la chiave di ricerca più usata per arrivare su questo post con i motori di ricerca, mi spiace deludervi ma non ce ne sono. In ogni caso a me quest'isola un po' selvaggia (specie se si ha la fortuna di visitarla al di fuori del mese di Agosto) è piaciuta molto e vi consiglio di dare un'occhiata al post che segue.


Questo in realtà è stato il mio secondo viaggio in Sicilia ma comincio da qui a raccontarvi di questa affascinante terra anche perchè è stata la prima volta che l'ho pienamente vissuta (il viaggio precedente era un tour organizzato nelle Eolie che però lasciava abbastanza tempo a disposizione dei partecipanti) eppoi questa è stata la destinazione del nostro viaggio di nozze.
Le tappe di questo viaggio sono state Pantelleria, Erice, S. Vito Lo Capo, Segesta, Selinunte, Agrigento, Siracusa, Taormina e l'Etna per complessivi 13 giorni di vacanza; avevamo deciso di trascorrere qualche giorno di relax a Pantelleria e poi trasferirci in Trinacria per visitare alcune fra le sue zone più famose.

Sito della Regione Sicilia: http://www.regione.sicilia.it/
Sito Azienda Prov. Turismo: http://www.apt.sicilia.it/
Sito Assessorato Turismo: http://www.regione.sicilia.it/turismo/web_turismo/

16 Settembre 2003
Volendo partire dall'aeroporto di Genova, quello decisamente più comodo per noi, dobbiamo fare una serie di scali prima di poter arrivare a Pantelleria (praticamente, anche a causa del maltempo che imperversa sull'isola, impiegheremo 12 ore ore di viaggio!). Il volo da Genova per Roma Fiumicino decolla alle 7 e quindi ci si deve svegliare alle 5 del mattino, il viaggio è tranquillo e il meteo è buono, dopo un'ora di volo si atterra a Roma. Sosta di un paio d'ore e poi si decolla alle 10,20 alla volta di Trapani, anche questo volo dura un'oretta. Sorvolando la Sicilia il tempo è però peggiorato, il cielo è plumbeo e sulla pista c'è un po' d'acqua. Il volo per Pantelleria che dura una quarantina di minuti e viene effettuato con un piccolo ATR42, avrebbe dovuto partire alle 16,20 ma, a causa del maltempo che impeversa sull'isola è stato rinviato a orario imprecisato. Ci accampiamo con i bagagli in aeroporto e aspettiamo che venga dato il via libera per la partenza, l'aeroporto di Trapani è piccolino e fuori dalla città; in ogni caso, con i bagagli al seguito, ci è impossibile muoverci.
Finalmente verso le 18 si parte alla volta dell'isola che è stata interessata nelle ore precedenti da un violento nubifragio. In aeroporto affittiamo un'auto (una spartana Panda bianca) e raggiungiamo il villaggio-hotel Village Suvaki **** di recentissima costruzione, situato nella parte sud occidentale dell'isola in località Punta Fram, presso il quale sosteremo fino alla Domenica successiva. Le strade sono completamente allagate ma la Panda non ha problemi a affrontare questi percorsi.
Pantelleria è conosciuta anche con il nome di "Perla Nera" per la sua origine vulcanica, nel corso dei secoli è stata conquistata da Fenici, Cartaginesi, Romani, Normanni, Arabi che la chiamarono dapprima al-Quasayra e poi Bent-el-Rion (ossia figlia del vento), nel corso della 2a Guerra Mondiale subì anche pesanti bombardamenti aerei. L'influsso arabo è molto evidente, sia nel modo di costruire le abitazioni che nei nomi di alcune località. E' un territorio aspro, selvaggio, caratterizzato da scure rocce a picco sul mare (in alcuni punti sono molto alte, in altre zone sono invece più basse e si può accedere al mare), la cima più alta è la Montagna Grande alta 836 mt., nel suo territorio si coltivano la vite Zibibbo (molto apprezzato è il Passito di Pantelleria), l'olio, i capperi (gustosissimi).
E' un piccolo paradiso per chi ama fare immersioni e vi sono diversi centri diving, anche nel nostro Hotel c'era un attrezzato Diving Center.
Da alcuni anni è diventata il rifugio di numerosi vip ma, sicuramente a causa del periodo in cui siamo stati, ci è sembrata un'isola molto tranquilla (non oso immaginare quanto possa essere diversa nel mese di Agosto). Se amate le spiagge di sabbia tipo quelle di Lampedusa o del sud della Sicilia, questa non è l'isola adatta: le sue coste sono caratterizzate da scogli che si tuffano in mare e si alternano a piccole calette a volte raggiungibili solo dal mare. In alcuni punti le colate di lava hanno formato delle specie di piccole piattaforme naturali sulle quali ci si può stendere a prendere il sole e che si protendono verso il mare trasparente.
Che altro dire che non sia già stato scritto su questa isola? Parafrasando un adesivo che era attaccato sull'auto a noleggio, Pantelleria è un'isola "aromantica", a voi scoprire il perchè partendo alla volta di questa piccola perla del Mediterraneo.
Nell'Hotel ci siamo trovati bene, la camera era ordinata e spaziosa, la cucina era ottima e abbondante, non siamo appassionati di vita da villaggio e quindi non saprei che dirvi sull'animazione (avevo prenotato qui su consiglio di una conoscente che c'era stata un paio di mesi prima, poco dopo l'apertura), in ogni caso i ragazzi dell'animazione che si incontravano nel villaggio erano simpatici. L'Hotel non dispone di una vera è propria spiaggia nel senso tradizionale del termine, sopra a alcune rocce era stata sistemata una piattaforma in legno con alcuni ombrelloni e lettini e tramite una scaletta si poteva accedere agevolmente al mare. In prossimità di questa piattaforma c'erano delle rocce che si aprivano sul mare come le dita di una grossa mano aperta e nei due soli giorni di sole che abbiamo trovato ci siamo distesi su di esse per abbronzarci.

17-18-19 Settembre 2003:
Durante i primi giorni il tempo è impietoso e piove di continuo, a tratti anche piuttosto forte (la tipa dell'autonoleggio ci aveva detto che non aveva mai visto scendere tanta acqua così ......che dire?). Ne approfittiamo quindi per fare qualche escursione per nostro conto, l'isola è piccolina e si gira in fretta (la sua circonferenza è di soli 51 km), non ci resta che scoprirla poco per volta anche perchè le previsioni non promettono nulla di buono.
Il 17/09 ci inoltriamo nell'interno su strette e tortuose strade che costeggiano muretti in pietra a secco e terrazzamenti dove si coltiva la vite, passando attraverso Bukkuram e San Vito fino a arrivare al lago "Specchio di Venere" (secondo la leggenda sembra che la dea si specchiasse in questo lago). Questo bacino ovale pare che sia in contatto con il mare attraverso una galleria sotterranea e le sue acque sono ricche di carbonato potassico, in alcune zone vi sono sorgenti di acqua sulfurea e spiagge con fanghi ricchi di sostanze minerali e dal caratteristico odore di zolfo. Numerose persone vengono qui a fare trattamenti naturali applicando su tutto il corpo questi fanghi che, una volta asciutti, rendono la pelle levigata e inoltre effettuano bagni in piccole aree, delimitate da pietre, ove vi sono sorgenti sottomarine di acqua calda (40/50°C). Mentre attraversiamo una di queste zone ricche di fanghi sul lato NO del lago ci passano vicino due trampolieri, per niente disturbati dalla nostra presenza. Un percorso sterrato costeggia tutto il bacino (nel lato sud-ovest è fiancheggiato da numerosi arbusti di capperi) e è corredato di cartelli esplicativi con indicazioni sull'area e la flora e fauna tipici del luogo; inoltre, nelle sue vicinanze vi sono alcuni scavi archeologici che hanno riportato alla luce un santuario romano. Giusto un paio di settimane prima del nostro arrivo erano state trovate nell'isola due teste di marmo dell'età romana, raffiguranti Giulio Cesare e Agrippina minore a testimonianza di quanti reperti si trovino ancora sepolti nel suo territorio. Scendiamo quindi sulla costa nord orientale dell'isola e arriviamo attraverso una strada sterrata fino a Punta Spadillo (dominata da un faro) per vedere il Laghetto delle Ondine (piccolo bacino lavico che il mare riempie di acqua e assume un bel colore verde). Nel pomeriggio giro per la cittadina di Pantelleria, dominata dalla possente mole del Castello Barbacane (chiuso per restauri e il cui aspetto attuale è dovuto a Federico II di Svevia) e sul lungomare.
Il giorno successivo, visto che il tempo è ancora perturbato, si parte alla volta di Scauri per fare qualche acquisto presso la Cooperativa Agricola Produttori di Capperi dove mi rifornisco di alcuni sacchetti di piccoli capperi che si riveleranno molto saporiti, niente a che vedere con quelli che acquisto al supermercato! Sul sito della Cooperativa, oltre a alcune gustose ricette vi sono anche alcune informazioni sui capperi e la loro coltivazione. Da Scauri ci addentriamo verso l'interno dell'isola, ai piedi della Montagna Grande; lasciamo l'auto ai bordi della strada asfaltata e attraverso un sentiero con grossi ciotoli (percorribile solo a piedi) seguiamo le indicazioni per raggiungere le Favare, getti di vapore acqueo che fuoriescono da anfratti del terreno a intervalli e che raggiungono anche temperature di 100°C.



Le Favare si notano già da una certa distanza anche perchè le pietre hanno assunto un marcato colore bruno-rossastro, alcune delle bocche dalle quali esce il vapore sono state ricoperte dai contadini con frasche e, tramite un semplice sistema di piccole scanalature ricavate nella roccia e apposite vasche in pietra, viene raccolta l'acqua che si forma dalla condensa del vapore. Non lontano si trovano la grotta di Benikulà o "bagno asciutto" (una vera e propria sauna naturale suddivisa in due ambienti) e delle tombe bizantine. Nel rientrare verso l'Hotel ci fermiamo nei pressi di Punta Nica dove ci sono delle sorgenti termali che fuoriescono dagli scogli e si mischiano con l'acqua del mare e alla Grotta di Sateria , una grotta naturale termale in cui sorgenti di acqua calda finiscono in tre vasche.
19/09: ancora una giornata che inizia con il maltempo ma che promette di migliorare. Ci spostiamo sul lato dell'isola opposto a quello in cui soggiorniamo e, partendo da Punta Spadillo, percorriamo tutta la strada che segue la costa in senso orario fino a rientrare a Suvaki, fermandoci a Cala Gadir, a Cala Levante e all'Arco dell'Elefante e alla Balata dei Turchi. Cala Gadir era conosciuta fin dagli antichi e è caratterizzata da vasche scavate nella roccia con acqua termale molto calda (una è così piccola che può essere occupata solo da una persona). L'Arco dell'Elefante è il monumento naturale dell'isola (forse uno dei più fotografati), trattasi di una roccia lavica che ricorda la testa e la proboscide dell'elefante ..... guardare la foto per credere:



In questa zona ammiriamo alcuni bei dammusi, le tipiche costruzioni pantesche di chiara derivazione araba, costruiti in forma cubica con possenti blocchi di pietra lavica e caratterizzati dalla tipica forma del tetto che presenta diversi rigonfiamenti per il convogliamento e il recupero dell'acqua piovana in un'apposita cisterna. Questo metodo costruttivo consente di avere ambienti freschi anche quando la temperatura esterna aumenta. Prima di rientrare in Hotel facciamo un giro per la città di Pantelleria dominata dalla mole del Castello Barbacane il cui aspetto attuale risale all'epoca di Federico II ma non ci colpisce più di tanto.

20-21-22 Settembre 2003:
Il penultimo e l'ultimo giorno di vacanza a Pantelleria finalmente fa la sua ricomparsa il sole e ci abbronziamo per bene distendendoci sulle colate di lava che vi sono sul mare in prossimità dell'Hotel. Anche il mare si è finalmente calmato ma, a causa del tempo perturbato dei giorni precedenti, la temperatura dell'acqua è freddina. Domenica pomeriggio alle 17:20 decolla l'ATR42 che ci riporta a Trapani. In aeroporto ritiriamo l'auto a noleggio (a sorpresa quella prenotata ci viene sostituita e rimborsata con un modello di categoria inferiore perchè quella prevista non vuole sapere di avviarsi) e iniziamo la seconda fase "quella itinerante" del nostro viaggio in Sicilia. Da casa, tramite l'agenzia di viaggio, avevo già fatto prenotare i pernottamenti negli alberghi delle città in cui avevamo intenzione di fermarci in modo da non dover perdere ulteriore tempo prezioso per cercare una sistemazione. Mentre a Pantelleria non abbiamo trovato molti turisti, in Sicilia ne abbiamo trovati molti, sia Italiani che stranieri ..... forse senza prenotazione non sarebbe stato poi così semplice trovare subito posto.
Raggiungiamo l'Hotel Tonnara di Bonagia a Valderice, appartenente al gruppo Framon Hotels; facciamo un po' di fatica a trovarla ma devo dire che i Siciliani che abbiamo fermato lungo il tragitto si sono sempre dimostrati molto cordiali e disponibili; un tizio è pure uscito dal suo negozio, lasciandolo incustodito, per darmi le indicazioni per poter uscire dal traffico di Trapani centro. Ottima cena nel Ristorante dell'hotel "La Muciara" e il mattino successivo, dopo una buona colazione al ricco buffet, facciamo un rapido giro per questo suggestivo complesso alberghiero ricavato in una seicentesca tonnara sapientemente restaurata. Nell'adiacente torre d'avvistamento Saracena è stato ricavato un'interessante museo della tonnara.
La giornata odierna si preannuncia piuttosto piena: abbiamo in programma un giro a Erice poi il trasferimento a Segesta (con la visita dei relativi monumenti) e, infine, il viaggio fino a Selinunte dove avevo prenotato due pernottamenti presso l' Hotel Paradise Beach di Selinunte (decisamente il peggiore del nostro soggiorno sull'isola).
Prima di salire a Erice, facciamo una sosta a San Vito Lo Capo sulla costa nord occidentale della Sicilia, caratterizzato da bianche e basse casette bianche, lunghe spiagge di sabbia fine e un mare di un azzurro intenso. Non lontano da qui vi è la famosa Riserva dello Zingaro ma, purtroppo, non ci è prossibile visitarla perchè i nostri programmi prevedono altri spostamenti. Ci ripromettiamo comunque di approfondire la vista di questa zona appena possibile, anche le aree intorno a Trapani con le sue saline ci sono piaciute molto mentre le attraversavamo la sera precedente all'imbrunire.
Erice è una caratteristica cittadina posta a 750mt di altezza, sede del Centro di Cultura Scientifica "Ettore Majorana" e meta di numerosi turisti per il suo bel centro medioevale. Nelle giornate limpide dalle sue poderose mura si gode un'ottimo panorama. Lasciamo l'auto in un parcheggio non lontano dal Castello di Venere del XII-XIII secolo a.C. e ci addentriamo nelle sue vie. In una piazza c'è un cantastorie con il suo asinello Pippo bardato




GUIDE E MAPPE: Guida "Sicilia" del Touring Club Italiano, ISBN 9788836548002, collana "Guide Rosse" - Carta stradale e turistica "Sicilia" 1:200.000 del Tourig Club Italiano, ISBN 9788836548279, collana "Carte Regionali", impermeabile e antistrappo.



...... continua

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