Kos (aereo + auto)

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KOS
, conosciuta anche come COO oppure KΩΣ, è la terza isola, in ordine decrescente di grandezza, nel Dodecaneso dopo Rodi e Karpathos e è stata la nostra meta per le brevi vacanze estive dal 08/07/2006 al 15/07/2006.
Anche se il nome Dodecaneso significa "12 isole", in realtà questo arcipelago ne conta molte di più: una ventina sono quelle abitate ma la maggior parte sono quelle disabitate. L'isola è famosa anche per aver dato i natali nel 460 a.C. a Ippocrate (considerato il padre fondatore della medicina moderna) e al celebre pittore Apelle che visse nel V sec. a.C.
L'isola di Kos, di forma stretta e allungata, è lunga 45 km e larga 11 km nel punto più ampio, mentre, in quello più stretto misura solo 2 km (da qualsiasi altura in questa zona è possibile vedere contemporaneamente le due coste) e si protende verso la Turchia che è visibile da diversi punti dell'isola. Pur avendo dimensioni piuttosto contenute, Coo presenta un paesaggio piuttosto vario: vi sono zone pianeggianti coltivate o adibite al pascolo di capre, mucche e pecore, zone che assumono un aspetto simile a certi nostri paesaggi di mezza montagna con verdeggianti pinete (il monte più alto si chiama Dikeos e è alto 843 mt), zone costiere con lunghe spiagge di sabbia fine, calette con piccoli ciotoli, ghiaia fine o scogli e infine zone sferzate dal Meltemi, aspre e completamente brulle.
Nel corso dei secoli Kos ha conosciuto diverse dominazioni (Minoici, Dori, Persiani, Tolomei, Macedoni di Alessandro Magno, Romani, Bizantini, Cavalieri di Rodi, Turchi, Italiani, Tedeschi, Inglesi) fino al 1948 quando venne annessa alla Grecia e alcuni monumenti o tracce di essi delle varie epoche sono ancora visibili anche se non sono sempre in buono stato di conservazione. Nel 1933 l'isola venne di nuovo distrutta da un forte terremoto, il precedente si era verificato nel VI sec. d.C.

Il clima è stato per l'intera settimana piuttosto mite e mai afoso, neppure in spiaggia, perchè il sole (presente 7 giorni su 7) è sempre stato mitigato dal Meltemi il vento etesian che soffia su una buona parte del Mar Egeo e del Mediterraneo Orientale da Maggio fino a Ottobre e che porta tempo asciutto e cielo sereno. Negli ultimi due giorni della vacanza il vento si è fatto decisamente più forte ma anche un po' più caldo; avevo letto su una guida che soprattutto le coste nella parte settentrionale dell'isola erano caratterizzate dalla presenza del Meltemi ma abbiamo trovato parecchio vento anche nella zona meridionale dove soggiornavamo. L'acqua del mare era fredda (ho fatto il bagno 2 volte in una settimana di vacanza) e mancava il respiro ogni volta che ci si immergeva, un po' meno a Camel Beach (forse perchè è una piccola baia racchiusa da una scogliera) ma tutta un'altra cosa rispetto alla temperatura del mare riscontrata nelle precedenti vacanze nelle isole Greche. Tuttavia il mare è sempre stato limpido e trasparente in tutte le spiagge che abbiamo visitato. Prima di partire per la vacanza avevo cercato un po' di informazioni su Internet e nel sito di un tour operator si diceva che la temperatura dell'acqua oscillava fra 17 °C (in bassa stagione) e 26 °C (in alta stagione); a Luglio (mese che considerei "alta stagione") era decisamente fredda.

Gli spostamenti sull'isola mi sono sembrati piuttosto agevoli, c'è una larga strada che l'attraversa per il lungo quasi fosse la sua spina dorsale e che viene chiamata nei cartelli segnalatori "main road". Da questa si dipartono una serie di strade più o meno larghe (le "costole" della spina dorsale) e con il fondo in varie condizioni che permettono di raggiungere le località sulle coste nord e sud, quelle nel centro dell'isola e le numerose spiagge e calette (queste ultime strade sono spesso sterrate e un po' tortuose) . Per quanto riguarda i mezzi di trasporto dalle principali località partono diversi autobus di linea ma, per essere più indipendenti, secondo me è meglio noleggiare un mezzo di trasporto in loco (auto, moto, quad o bugrider un divertente kart biposto) anche perchè non hanno costi esagerati. C'è anche chi consiglia l'utilizzo della bicicletta ma, secondo me, dipende dal tipo di allenamento che avete poichè la strada non è tutta pianeggiante (vi sono diverse salite, a tratti anche lunghe e abbastanza ripide), poi c'è da tenere in considerazione il vento e, in ultimo ma non per ultimo, bisogna pensare agli spostamenti che si intende effettuare sull'isola (le spiagge migliori sono praticamente tutte a una certa distanza da Kos-città e si trovano in prossimità della parte più stretta dell'isola). Diciamo che la bici può essere comoda per brevi spostamenti o per girare nella città di Kos e negli altri centri abitati.
Alle rotonde occorre ricordarsi di dare la precedenza a chi viene da destra, ovvero chi si trova all'interno dela rotonda deve dare la precedenza a chi si deve ancora inserire (l'opposto di quello che succede in Italia).

Il nostro pacchetto vacanze, proposto da una società che appartiene a un noto tour operator Piemontese, comprendeva una settimana di soggiorno da Sabato a Sabato, presso l'Hotel Lagas Aegean Village , il volo A/R da Milano Malpensa a Kos e il noleggio di un'auto per l'intera settimana. Non abbiamo poi sfruttato altro di quanto proposto dal tour operator anche perchè avendo l'auto a disposizione, ci siamo sempre mossi per nostro conto, senza partecipare alle escursioni organizzate dal tour operator.

Avevo scelto l'Hotel Aegean Village perchè mi piaceva la sua collocazione (vicino a un centro turistico ma non nel centro vero e proprio) e la sua disposizione (bianche casette a schiera a due piani disposte a gradoni sul fianco di un piccolo colle e costruite nello stile greco con serramenti in azzurro e verde) in prossimità del mare. Nell'Hotel di categoria A ci siamo trovati bene: il personale era molto gentile, la zona era tranquilla e a meno di un chilometro dall'animata e affollata (specie la sera e la notte) cittadina di Kardamena nella parte sud dell'isola. Al ristorante, a buffet, abbiamo cenato piuttosto bene: c'era una discreta varietà di pietanze (prevalentemente cucina internazionale con qualche piatto tipico greco) e la camera era spaziosa e pulita; i prezzi riportati nel listino 2006 esposto nella camera erano i seguenti: dal 15/05 al 30/06 e dal 01/10 al 31/10 € 40/camera/notte + € 6 colazione + € 9 cena; dal 01/07 al 30/09 € 55/camera/notte + € 8 colazione + € 13 cena.
Le varie zone del complesso alberghiero sono collegate fra di loro con scalinate e una stretta strada che può essere percorsa solo da un servizio interno di minibus funzionante giorno e notte. In questo modo non si crea caos nelle strade che portano ai bungalow, in prossimità della reception vi sono un paio di parcheggi ove è possibile lasciare i mezzi a noleggio.
L'auto l'avevamo noleggiata dall'Italia tramite il tour operator ma è meglio affittarla in loco perchè costa meno; probabilmente a Agosto potrebbe essere un più difficoltoso noleggiarla rispetto al mese di Luglio vista l'alta richiesta ma, detto francamente, abbiamo trovato un sacco di car-rentals; per esempio sulla strada che dall'Hotel porta verso il centro abitato di Kardamena ci sono 3 posti dove si possono noleggiare i mezzi di trasporto (uno di questi noleggia pure piccoli motoscafi).
Il volo verso Kos con la compagnia aerea Neos è stato molto piacevole e l'aereo, un Boeing 737 nuovo e confortevole, è decollato all'ora prevista; all'arrivo abbiamo ritirato in aeroporto situato a Antimachia, l'auto a noleggio presso l'ufficio Europcar e ci siamo diretti verso l'Hotel che dista circa 7-8 km dall'aeroporto. Considerata la partenza di primissima mattina (il volo era decollato alle 7 e atterrato alle 10,30 ora locale, in Grecia bisogna spostare di un'ora in avanti le lancette dell'orologio) siamo riusciti a sfruttare buona parte della giornata. Depositati i bagagli in camera ci siamo concessi un po' di relax, vista l'alzataccia del mattino (abitiamo a 140 km da Malpensa), nella spiaggia di fronte all'Hotel; non è una delle spiagge migliori dell'isola ma è stato piacevole riposare un po' (all'Aegean Village è possibile noleggiare gli asciugamani per la spiaggia al costo di € 3 per 1 settimana, ogni due giorni è possibile farseli sostituire, occorre lasciare una caparra di € 12 che viene restituita a fine soggiorno). Questa spiaggia di sabbia fine non è molto larga, vi sono alcuni ombrelloni e lettini e pure alcune piante frondose sotto alle quali è possibile ripararsi dal sole (ombrellone e lettini sono a pagamento anche per gli ospiti dell'Hotel), è inoltre possibile noleggiare moto d'acqua, pedalò e il "banana".

Kardamena è una cittadina di pescatori nel sud dell'isola, o forse è meglio dire era perchè adesso è un concentrato di locali notturni, discoteche, night club, disco-bar e pub all'insegna del divertimento più sfrenato. Tutti questi locali non sono affatto caratteristici ma sono studiati apposta per i turisti del centro-nord Europa (in alcuni sono appese alle pareti le bandiere di questi stati per far capire la nazionalità della clientela che li frequenta), la sera e di notte vengono presi d'assalto da giovani e giovanissimi Inglesi, Norvegesi e Tedeschi (età media 15-20 anni) che ingurgitano cocktails e bevande superalcooliche l'una dietro l'altra. La musica disco viene pompata al massimo volume e passeggiando per la via principale, dopo una certa ora, è quasi impossibile camminare.
Non so come facciano i locali a vivere in questa zona, al piano terreno vi sono i locali l'uno a fianco dell'altro su entrambi i lati della via (street bar) mentre il piano superiore delle case spesso è abitato. In una strada parallela abbiamo trovato qualche ristorantino ma non ci sono comunque sembrati "locali tipici", i negozi vendono praticamente tutti le stesse cose, spesso merce taroccata e non si trovano oggetti di artigianato locale o prodotti caratteristici. Un po' più agevole e meno caotica è invece la passeggiata sul lungomare (sea front), anche lì vi sono diversi locali ma l'aria è più vivibile. In una zona a un'estremità di Kardamena (playground) vi sono alcuni bar con tavolini all'aperto ove è possibile degustare tranquillamente un cocktail e fare quattro chiacchiere. Nel porticciolo la sera sono ormeggiate le barche e i caicchi che portano a fare le escursioni nella vicina isola vulcanica di Nissyros con le sue case che spiccano sulle rocce nere (mi sembra di ricordare che la traversata duri circa un'ora); molti tour operators propongono gite e escursioni ma queste possono essere facilmente prenotate in loco per proprio conto a costi più contenuti. A Kardamena-città vi sono alcune spiagge ma non mi sono piaciute affatto anche perchè il mare non è dei migliori, i lettini e gli ombrelloni sono molto vicini gli uni agli altri, le spiagge non sono molto larghe; diciamo che Kardamena è più un mega disco-pub per il divertimento serale e notturno dei ventenni, nei dintorni invece vi sono alcune spiagge decenti anche se le migliori, secondo me si trovano dopo l'aeroporto, lungo la strada che porta a Kefalos.

Ogni giorno sceglievamo una spiaggia/località diversa, tranne il Venerdi (ultimo giorno di vacanza) in cui siamo ritornati a Camel Beach perchè è la spiaggia che mi è piaciuta di più ma forse avrei fatto meglio a vedere Mastichari e Marmari, sul versante opposto dell'isola.

La Domenica abbiamo optato per Sunny Beach, dopo aver oltrepassato l'aeroporto, dopo qualche chilometro sulla sinistra si trova il cartello che indica questa spiaggia. Quando siamo arrivati erano le 9,30 del mattino e non c'era nessun altro, ha cominciato arrivare qualcuno un'ora dopo ma in ogni caso gli ombrelloni sono disposti su un'unica fila e molto distanziati quindi le spiagge non sono affollate come quelle della Riviera Ligure. Il costo di un ombrellone con due lettini muniti di materassino è di € 6/giorno, in questa spiaggia c'è anche una doccia. La spiaggia di sabbia fine è molto lunga e si può fare una bella passeggiata o corsa sulla battigia, in realtà ogni tratto di questa lunghissima spiaggia di sabbia fine ha nomi diversi: Paradise, Exotic, Magic, Sunny. Con la macchina è possibile scendere fino in prossimità di Sunny Beach, un po' più in alto c'è una taverna con un'ampia veranda dalla quale si gode un bel panorama della spiaggia e delle isole di Giali e Nissyros che si trovano di fronte. Alla taverna Sanny Beach (sul biglietto da visita è scritto così) abbiamo mangiato un trancio di tonno fresco alla griglia con contorno di patatine, una insalata di polpo (era un'insalata con pomodori a fette, cipolla, origano, cetrioli e pezzi di polpo bollito, buona e abbondante), una birra Mythos e una bottiglia di acqua e abbiamo speso in tutto 19,30€. Alla taverna pare che affittino delle camere, per chi fosse interessato tel. 0030-6944210715.


Il Lunedi siamo andati a Camel Beach, poco dopo Sunny Beach e Paradise Beach, sulla strada verso Kefalos. Abbandonata la "main road" la strada per un breve tratto è asfaltata ma poi diventa sterrata e scende in ripidi tornanti verso un parcheggio vicino alla spiaggia. In macchina, nonostante la pendenza, si riesce a percorrerla senza problemi ma devo dire che fà un certo effetto perchè è a strapiombo sulla spiaggia. Camel Beach è caratterizzata da ghiaia molto fine, è una piccola baia incastonata nella roccia (qui l'acqua era un po' più calda che dalle altre parti e piena di pesciolini) con due file di ombrelloni, complessivamente sono una ventina. Alle 9,30 siamo comunque sempre i primi a arrivare! La spiaggia, è gestita da una ragazza (Jenny o Jenna non ho capito bene il suo nome) che scende solitamente dopo le 10 con una moto da enduro e apre il chioschetto alle spalle della spiaggia, i suoi ombrelloni sono quelli con le foglie di palma e i materassini a strisce bianco/blu, gli altri ombrelloni e lettini sono invece gestiti da un paio di ragazze che hanno anche la taverna sulla sommità dello sperone roccioso il Camel Restaurant. Pare che non corra molta simpatia fra le proprietarie: prima che arrivasse Jenny le altre due ragazze, proponendo un prezzo scontato di 5€ per un'ombrellone e due lettini, avevano cercato di convincere alcuni clienti a spostarsi nella loro zona, Jenny invece nel prezzo di 6€ offre anche un dolcetto (una specie di budino di latte alla vaniglia) e una Nescafè freddo shakerato a testa. Business is business!
A pranzo abbiamo mangiato un boccone al Camel Restaurant: 1 birra Mythos, 1 acqua naturale da 1/2 lt., 1 sandwich con pomodoro feta e cipolle e 1 Caesar Salad ci sono costati in tutto 12€.


Il Martedi abbiamo optato per fare un giro per la cittadina di Kos, vedere l'Asklipio e andare nella zona denominata "Empros Thermi". La prima tappa è stata l'Asklipio, considerato il primo ospedale della storia e sede dell'International Hippocratic Institute. Il complesso dell'Askilipio, abbellito e ingradito in varie epoche, è disposto su quattro terrazzamenti disposti sul fianco di un verdeggiante colle. Dall'ingresso si accede alla quarta terrazza ove si vedono i resti di Terme del III sec. d.C., da qui si sale tramite una scalinata alla terza terrazza ove si trova la stoà del II sec. a.C. circondata da portici ellenistici. Tramite una scala si arriva alla seconda terrazza che ospita i resti di vari monumenti: l'altare di Asclepio del II sec. a.C. (Asclepio, figlio di Apollo, imparò l'arte medica dal centauro Chirone), i resti del tempio ionico di Asclepio del 300 a.C. (restano parte del basamento e due colonne), un'esedra semicircolare (una vasca?) e i resti di un tempio corinzio romano che con le sue sette snelle colonne è uno dei punti più fotografati. Da qui si accede alla prima terrazza con i pochi resti del tempio dorico di Asclepio del II sec. a.C. e dalla quale si gode un bel panorama, nelle giornate limpide si vedono le coste turche (quel giorno però c'era molta foschia e si faceva fatica a vederle). Pur non essendo ancora le 10 di mattina in questa zona fà già molto caldo e decidiamo di prendere un paio di "fresh orange juice" nel piccolo bar vicino alla biglietteria del sito archeologico: un vero furto! Due grossi bicchieri di succo d'arancia fresco costano ben 6€ l'uno (colpa nostra: non abbiamo chiesto il prezzo prima di ordinare anche se non c'era affisso alcun listino).


Si parte in auto alla volta della cittadina di Kos che non è molto distante, seguiamo le indicazioni per il centro città (piuttosto trafficato) e posteggiamo l'auto in un parcheggio libero lungo la strada Grigoriu E. Di fronte a noi si vedono diversi scavi, non c'è recinzione, nè cartelli indicativi, cominciamo a girovagare e troviamo alcuni mosaici e così ci orientiamo: siamo fra gli scavi della città romana. Si intravedono i resti di alcune abitazioni, decorazioni parietali e mosaici che raffigurano la scena del ratto di Europa da parte di Zeus, un combattimento tra gladiatori, scene di caccia. Percorriamo una via lastricata (il "Decumanus", una delle due vie principali delle città romane) e ci imbattiamo nei resti di una basilica paleocristiana, delle terme occidentali, del ginnasio con le sue 17 colonne corinzie superstiti e di un grande mosaico (coperto da una tettoia) che raffigura il giudizio di Paride. Nell'area vi sono alcuni turisti ma non è particolarmente affollata, non ci sembra molto ben tenuta: non ci sono cartelli esplicativi e tutto è lasciato al caso. Tramite la mappa della città raggiungiamo la zona portuale sulla quale si affacciano una serie di taverne e pubs e andiamo a visitare il Castello che con la sua possente mole domina l'ingresso del porto di Kos. La costruzione del Castello dei Cavalieri venne iniziata nel 1450 dal governatore Veneziano Fantino Querini, rinforzato in più riprese negli anni successivi dai Maestri di Rodi (Pierre d'Aubusson e Emery d'Amboise) e terminato da Fabrizio del Carretto nel 1514. Durante la costruzione vennero riutilizzati diversi reperti archeologici (chiaramente riconoscibili lungo le murature e sopra ai portali), bello il giro sugli spalti dal quale si gode il panorama sulla città e il suo porto e sulle vicine coste turche. Usciti dal Castello ci dirigiamo verso il famoso platano di Ippocrate, monumento naturale tutelato di notevoli dimenioni e che viene sorretto da una impalcatura metallica; secondo la leggenda pare che Ippocrate tenesse le sue lezioni sotto a questo gigantesco albero e che qui sia stato pronunciato il famoso giuramento. L'albero è vetusto ma, come sostengono molti botanici, non è così vecchio quindi è improbabile che risalga all'epoca di Ippocrate, dovrebbe avere circa 500 anni ma ........ le leggende son leggende. Nelle vicinanze del platano plurisecolare si trovano una fontana turca a forma di piccolo tempio sorretta da snelle colonne romane, la Moschea della Loggia con il suo alto minareto dietro alla quale si estende un bazaar con alcuni locali e negozi di chincaglierie varie e in un ampio giardino pubblico vi sono diversi scavi di epoca ellenistica e romana con i resti della stoà, di una basilica paleocristiana, dell'agorà romana e di un santuario con le due colonne doriche. Anche questa zona archeologica ci sembra un po' abbandonata a se stessa pur essendoci qualche reperto pregevole. Interessante il Museo Archeologico situato in un palazzo costruito dagli Italiani dopo il terremoto, custudisce reperti vari di epoca ellenistica e romana. Ci dirigiamo verso l'auto con l'intenzione di andare a visitare la Casa Romana che sulla guida del Touring è segnalata con una stella ma, purtroppo, è chiusa per restauri. Percorrendo una via per ritornare all'auto ci imbattiamo in altri scavi (forse vecchie mura o resti di abitazioni) ma sono quasi completamente coperti dalla vegetazione e non ci sono cartelli per poterli identificare.


Saliamo in auto e partiamo alla volta di Empros Thermi per farci un bagno; la città di Kos non ci ha particolarmente colpito, ci è sembrata nel complesso piuttosto mal tenuta, anche un po' sporca e non vi sono edifici caratteristici, forse perchè venne distrutta dal terremoto nel 1933 e ricostruita successivamente anche grazie all'aiuto degli Italiani. Da Kos seguiamo le indicazioni per Aghios Fokas e poi proseguiamo oltre, il paesaggio in questa zona è molto brullo essendo sferzato dal forte vento, la strada è piuttosto panoramica e segue la costa. A un certo punto un cartello in prossimità di un chiosco indica che siamo arrivati nella zona Empros Thermi. Lasciamo l'auto nel parcheggio in prossimità del chiosco perchè la strada sterrata in forte discesa è piuttosto sconnessa e raggiungiamo a piedi la zona, sul mare, dove sgorga l'acqua calda. La spiaggia non è molto grande anche perchè è chiusa alle spalle da un'alta scogliera e è costituita da ciotoli, vi sono una taverna e un chiosco ma l'attrazione principale è un'area circolare, separata dal mare da grossi massi, in cui sgorga sia dal fondo che da una estremità l'acqua sulfurea calda. Proviamo a immergerci ma la temperatura è molto elevata (c'è comunque qualcuno che riesce a immergersi completamente anche nel punto in cui sgorga la sorgente!) e ci sistemiamo sui massi che sono sul lato verso il mare, qui la temperatura è accettabile perchè l'acqua della sorgente si mescola con quella fredda del mare che passa attraverso gli scogli. L'odore di zolfo è piuttosto marcato e sarà necessario un bagno nel mare freddo per rimuoverlo. Mentre il pomeriggio volge al termine e ci asciughiamo sulla spiaggia, ammiriamo le evoluzioni di un paio di caprette che sono arrampicate sulla roccia sovrastante, altissima e a strapiombo sul mare.


Il Mercoledi andiamo alla spiaggia Aghios Stephanos provvista di un paio di file di ombrelloni e lettini con materassino, in prossimità della taverna Katarina e del complesso del Club Med. La spiaggia si trova sempre sul lato meridionale dell'isola, dopo aver passato il bivio per Camel Beach proseguire sulla "main road" in direzione Kamari fino a trovare un cartello indicatore sulla sinistra che segnala Aghios Stephanos-Katarina. Scendendo con l'auto verso questa spiaggia ci fermiamo a fare un paio di foto all'isolotto di Kastri (uno dei punti più fotografati dell'isola di Kos e presente in molte cartoline ricordo). La spiaggia è un mix di sabbia e ghiaia fine ma l'accesso al mare non è agevole perchè vi sono diversi ciotoli (vi è infatti un piccolo pontile per facilitare l'entrata in acqua), anche qui l'acqua è molto fredda e c'è parecchio vento; diciamo che, a parte la vista dell'isolotto e gli scavi in prossimità del promontorio non mi è sembrata poi così sensazionale (c'è anche un po' di rumore perchè in mezzo al mare vi sono tre piattaforme del vicino Club Med dalle quali partono i motoscafi per fare lo sci d'acqua).
Fra la spiaggia in cui ci siamo sistemati e quella adiacente a uso esclusivo degli ospiti del Club Med c'è un promontorio sul quale spiccano una serie di resti di una basilica paleocristiana. In piedi vi sono alcune colonne e poi ovunque sono disseminati sulla sabbia pezzi di colonne, architravi, rilievi e qualche resto di pavimentazione a mosaico. Con lo sfondo blu del mare, la zona si presta a alcuni scatti fotografici. A pranzo sostiamo alla taverna Katerina a gestione famigliare, per avere un po' più di fresco ci accomodiamo all'interno della costruzione che ha ampie finestre ma vi sono anche alcuni tavolini sotto a un pergolato esterno. La nonna in mezzo alla sala da pranzo sta sbucciando un sacco di teste d'aglio e ci saluta in Italiano (l'isola fra il 1912 e il 1943 era in mano agli Italiani); come pranzo scegliamo una porzione di tonno grigliato con contorno di verdure, una porzione di calamari fritti con patatine e riso alla greca, una birra Mythos e una bottiglia di acqua. Le porzioni sono discrete, il prezzo complessivo è di 20€.
A metà pomeriggio ci trasferiamo a Kefalos, questo caratteristico borgo con le sue bianche casette e i suoi mulini a vento domina dalla sommità di un'altura la baia di Kamari e da qui si gode un bel panorama. Facciamo un giretto fra le vie rubando qualche scatto quà e là (finalmente trovo qualche angolo un po' più tipico!), la roccia di tufo sulla quale è costruito il paese è piena di cunicoli e piccole caverne che vengono utilizzate come ricovero per gli attrezzi e per il bestiame (galline e capre). Non lontano da qui si trova Astipalea, antica capitale di Kos, i cui resti sono stati portati alla luce dagli Italiani negli scavi effettuati negli anni 30.


Giovedi: ancora mare e questa volta ci spostiamo sul versante nord-occidentale dell'isola, la meta di oggi è la spiaggia di Limionas. Poco dopo aver oltrepassato il bivio per Aghios Stephanos si trova sul lato destro della "main road" un'indicazione per Limionas. Dopo qualche chilometro di strada in discesa che costeggia campi brulli con sporadici cespugli e qualche rara pianta giungiamo alla baia di Limionas che è costituita da due insenature e da una Taverna. La baia a sinistra ha una piccola spiaggia libera di ciotoli e è circondata da rocce rossastre, mentre, quella di destra, più ampia e provvista di circa sedici ombrelloni con relativi lettini è protetta dal mare circostante (un po' mosso) da un molo. In questa baia vi sono ormeggiate tre piccole barche da pesca e un veliero, alle 10,30 siamo i primi a arrivare e ci possiamo sistemare sotto all'ombrellone che preferiamo. Nonostante il vento sia piuttosto forte in questa zona, la baia rimane ben protetta dal molo e da un'alta roccia rossastra che ne chiude un'estremità, la spiaggia non è particolarmente pulita, specie in prossimità della roccia, vi sono cartacce e qualche sacchetto di plastica. Il cielo rispetto ai giorni scorsi è un po' velato ma sembra sia in fase di miglioramento. Poco dopo esserci sistemati arriva un signore anziano a farsi pagare 5€ per un ombrellone e due lettini per tutto il giorno, mastica l'Italiano perchè ci spiega che il suo maestro elementare era Italiano e ci presenta la sua nipotina di nome Katarina. Bagno nell'acqua fredda di Limionas e poi pranzo nella terrazza della taverna (gestita dalla famiglia di Katarina). Il nostro pranzo consiste in una porzione di insalata greca che dividiamo in due, una fetta di pesce spada alla griglia con patatine, un branzino (livraki) alla griglia con patatine, una birra Mythos e una bottiglia di acqua, costo complessivo € 32. Prima di rientrare il Hotel dopo la giornata di sole e mare, andiamo prima a vedere la spiaggia Paradis (non lontana da Camel e Sunny Beach) visto che in tanti siti era consigliata ma a noi non piace particolarmente (gli ombrelloni sono numerosi e molto vicini gli uni agli altri, si noleggiamo moto d'acqua e si pratica il kitesurf), non è il tipo di spiaggia che piace a noi. Dopo andiamo a visitare l'enorme fortezza a Andimachia nel centro dell'isola, costeggiando una base militare (ci sono diverse postazioni nell'isola) e percorrendo una strada sterrata arriviamo davanti a questa imponente struttura della quale restano le mura e i torrioni esterni oltre a qualche traccia di edificio nel suo interno. Risale al tempo dei Cavalieri di Rodi e venne restaurata dal Gran Maestro d'Aubusson. Bella vista su Kardamena e sulle sue coste.


Venerdi, penultimo giorno di vacanza, decido di ritornare a Camel Beach perchè è la spiaggia che mi è piaciuta di più ma, con il senno di poi, avrei preferito vedere le zone di Mastichari e Marmari sul versante settentrionale dell'isola visto che in alcune guide si dice che le spiagge siano belle. Su suggerimento della ragazza che gestisce il chiosco sulla spiaggia pranziamo al Rainbow Beach Restaurant a Kefalos, si trova sulla lunga spiaggia di Kamari e mangiamo bene, spendendo meno del giorno precedente (20€ in totale), l'unica differenza è che io ho preso i calamari fritti al posto della fetta di pesce spada. Tanto per rendersi conto dei prezzi rispetto all'Italia, in questo ristorante un branzino alla griglia con patate costa solo 7€!! Sulla lunga spiaggia di sabbia fine di Kamari vi sono alcuni ombrelloni con lettini e in questa zona si vedono diversi windsurf che sfrecciano velocemente sul mare, l'acqua è fredda come dalle altre parti. Inoltre è possibile noleggiare moto d'acqua e praticare il kite surf e il banana.
Dopo pranzo ritorniamo in spiaggia ancora per un'ora e poi partiamo alla volta di Asfendiou una zona montagnosa e ricca di folta vegetazione a alto fusto a ridosso del monte Dikeo, la cima più alta dell'isola (843mt). In questa zona visitiamo un po' di corsa alcuni paesini caratteristici come Lagoudi, Zia, Amaniou. Zia è il più turistico, vi sono infatti numerose bancarelle che vendono spezie varie, tessuti, souvenirs e poi diverse taverne con i tavoli e le sedie di colore blu acceso, anche qui gli anziani conoscono qualche parola di Italiano, rispetto ai negozi di Kardamena si trova qualcosa di particolare. E' qui che vengono portati i turisti dai tour operators per la "serata tipica greca", noi scappiamo poco prima che arrivi l'orda selvaggia.

L'ultimo giorno di vacanza lo trascorriamo nell'ampia piscina dell'Hotel anche perchè alle 12 dobbiamo lasciare la stanza e poi alle 16 si deve andare in Aeroporto a restituire l'auto e a sbrigare le pratiche per il rientro in Italia con il volo Neos.

Devo dire che la settimana di vacanza è stata molto piacevole, le spiagge non erano mai affollate e il clima è stato sempre soleggiato ma, sinceramente parlando, Kos mi è piaciuta di meno rispetto a Skiathos, Rodi e Creta. Le spiagge di quelle isole e i loro monumenti mi sono sembrati decisamente migliori. De gustibus ......

Guide usate:
- Guida verde "Grecia" del Touring Club Italiano
- Mappa dell'isola data da Europcar

Info varie:
- volo andata NO6740 (partenza da Malpensa T2 alle ore 7:00 arrivo a Kos alle ore 10:25)
- volo rientro NO6741 (partenza da Kos alle ore 17:55 e arrivo a Malpensa T2 alle ore 19:40)
Gli orari si intendono quelli locali, l'ora locale della Grecia è un'ora in più rispetto a quella Italiana.

Come raggiungere Kos:
oltre ai voli charter e di linea che partono da alcuni aeroporti Italiani è possibile raggiungere Kos anche via mare perchè dal Pireo e da Salonicco è attiva una fitta rete di ferryboat e aliscafi operante per tutto l’anno, inoltre, dall'aeroporto di Atene partono diversi voli per Kos della Olympic Airways. Per info: Greek Travel Pages.

Links utili:
- Ente Naz. Ellenico per il Turismo (italiano)
- Ecoturismo in Grecia (multilingue)
- Il meteo a Kos (inglese)
- Kardamena (inglese)
- Mappa di Kardamena
- Mappa di Kos
- Mappa personalizzata di KOS con Google Maps









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Io viaggio adagio

In un tempo in cui si è etichettati “lenti (slow)” oppure “rock”, in un tempo in cui c’è la riscoperta dello “slowfood” rispetto al “fastfood” ecco che anche nel mondo dei viaggi c’è la necessità di recuperare il valore della lentezza in contrapposizione alla frenesia che permea il turista medio. Il sito http://www.viaggioadagio.it/ che ho recentemente scoperto grazie a un commento postato su Giringiro da mstec005 vuole proprio evidenziare questa necessità di riscoprire il piacere di viaggiare, di lasciarsi avvolgere dalle sensazioni che esprime un viaggio, di assaporare e gustare ogni momento del viaggio, di tuffarsi nelle emozioni che ogni viaggio sprigiona.
“Io viaggio adagio” è il motto del sito e vi consiglio di visitarlo perchè troverete molti spunti interessanti a partire dalla Premessa .

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Pantelleria e Sicilia (aereo + auto)

"Pantelleria spiagge di sabbia" è la chiave di ricerca più usata per arrivare su questo post con i motori di ricerca, mi spiace deludervi ma non ce ne sono. In ogni caso a me quest'isola un po' selvaggia (specie se si ha la fortuna di visitarla al di fuori del mese di Agosto) è piaciuta molto e vi consiglio di dare un'occhiata al post che segue.


Questo in realtà è stato il mio secondo viaggio in Sicilia ma comincio da qui a raccontarvi di questa affascinante terra anche perchè è stata la prima volta che l'ho pienamente vissuta (il viaggio precedente era un tour organizzato nelle Eolie che però lasciava abbastanza tempo a disposizione dei partecipanti) eppoi questa è stata la destinazione del nostro viaggio di nozze.
Le tappe di questo viaggio sono state Pantelleria, Erice, S. Vito Lo Capo, Segesta, Selinunte, Agrigento, Siracusa, Taormina e l'Etna per complessivi 13 giorni di vacanza; avevamo deciso di trascorrere qualche giorno di relax a Pantelleria e poi trasferirci in Trinacria per visitare alcune fra le sue zone più famose.

Sito della Regione Sicilia: http://www.regione.sicilia.it/
Sito Azienda Prov. Turismo: http://www.apt.sicilia.it/
Sito Assessorato Turismo: http://www.regione.sicilia.it/turismo/web_turismo/

16 Settembre 2003
Volendo partire dall'aeroporto di Genova, quello decisamente più comodo per noi, dobbiamo fare una serie di scali prima di poter arrivare a Pantelleria (praticamente, anche a causa del maltempo che imperversa sull'isola, impiegheremo 12 ore ore di viaggio!). Il volo da Genova per Roma Fiumicino decolla alle 7 e quindi ci si deve svegliare alle 5 del mattino, il viaggio è tranquillo e il meteo è buono, dopo un'ora di volo si atterra a Roma. Sosta di un paio d'ore e poi si decolla alle 10,20 alla volta di Trapani, anche questo volo dura un'oretta. Sorvolando la Sicilia il tempo è però peggiorato, il cielo è plumbeo e sulla pista c'è un po' d'acqua. Il volo per Pantelleria che dura una quarantina di minuti e viene effettuato con un piccolo ATR42, avrebbe dovuto partire alle 16,20 ma, a causa del maltempo che impeversa sull'isola è stato rinviato a orario imprecisato. Ci accampiamo con i bagagli in aeroporto e aspettiamo che venga dato il via libera per la partenza, l'aeroporto di Trapani è piccolino e fuori dalla città; in ogni caso, con i bagagli al seguito, ci è impossibile muoverci.
Finalmente verso le 18 si parte alla volta dell'isola che è stata interessata nelle ore precedenti da un violento nubifragio. In aeroporto affittiamo un'auto (una spartana Panda bianca) e raggiungiamo il villaggio-hotel Village Suvaki **** di recentissima costruzione, situato nella parte sud occidentale dell'isola in località Punta Fram, presso il quale sosteremo fino alla Domenica successiva. Le strade sono completamente allagate ma la Panda non ha problemi a affrontare questi percorsi.
Pantelleria è conosciuta anche con il nome di "Perla Nera" per la sua origine vulcanica, nel corso dei secoli è stata conquistata da Fenici, Cartaginesi, Romani, Normanni, Arabi che la chiamarono dapprima al-Quasayra e poi Bent-el-Rion (ossia figlia del vento), nel corso della 2a Guerra Mondiale subì anche pesanti bombardamenti aerei. L'influsso arabo è molto evidente, sia nel modo di costruire le abitazioni che nei nomi di alcune località. E' un territorio aspro, selvaggio, caratterizzato da scure rocce a picco sul mare (in alcuni punti sono molto alte, in altre zone sono invece più basse e si può accedere al mare), la cima più alta è la Montagna Grande alta 836 mt., nel suo territorio si coltivano la vite Zibibbo (molto apprezzato è il Passito di Pantelleria), l'olio, i capperi (gustosissimi).
E' un piccolo paradiso per chi ama fare immersioni e vi sono diversi centri diving, anche nel nostro Hotel c'era un attrezzato Diving Center.
Da alcuni anni è diventata il rifugio di numerosi vip ma, sicuramente a causa del periodo in cui siamo stati, ci è sembrata un'isola molto tranquilla (non oso immaginare quanto possa essere diversa nel mese di Agosto). Se amate le spiagge di sabbia tipo quelle di Lampedusa o del sud della Sicilia, questa non è l'isola adatta: le sue coste sono caratterizzate da scogli che si tuffano in mare e si alternano a piccole calette a volte raggiungibili solo dal mare. In alcuni punti le colate di lava hanno formato delle specie di piccole piattaforme naturali sulle quali ci si può stendere a prendere il sole e che si protendono verso il mare trasparente.
Che altro dire che non sia già stato scritto su questa isola? Parafrasando un adesivo che era attaccato sull'auto a noleggio, Pantelleria è un'isola "aromantica", a voi scoprire il perchè partendo alla volta di questa piccola perla del Mediterraneo.
Nell'Hotel ci siamo trovati bene, la camera era ordinata e spaziosa, la cucina era ottima e abbondante, non siamo appassionati di vita da villaggio e quindi non saprei che dirvi sull'animazione (avevo prenotato qui su consiglio di una conoscente che c'era stata un paio di mesi prima, poco dopo l'apertura), in ogni caso i ragazzi dell'animazione che si incontravano nel villaggio erano simpatici. L'Hotel non dispone di una vera è propria spiaggia nel senso tradizionale del termine, sopra a alcune rocce era stata sistemata una piattaforma in legno con alcuni ombrelloni e lettini e tramite una scaletta si poteva accedere agevolmente al mare. In prossimità di questa piattaforma c'erano delle rocce che si aprivano sul mare come le dita di una grossa mano aperta e nei due soli giorni di sole che abbiamo trovato ci siamo distesi su di esse per abbronzarci.

17-18-19 Settembre 2003:
Durante i primi giorni il tempo è impietoso e piove di continuo, a tratti anche piuttosto forte (la tipa dell'autonoleggio ci aveva detto che non aveva mai visto scendere tanta acqua così ......che dire?). Ne approfittiamo quindi per fare qualche escursione per nostro conto, l'isola è piccolina e si gira in fretta (la sua circonferenza è di soli 51 km), non ci resta che scoprirla poco per volta anche perchè le previsioni non promettono nulla di buono.
Il 17/09 ci inoltriamo nell'interno su strette e tortuose strade che costeggiano muretti in pietra a secco e terrazzamenti dove si coltiva la vite, passando attraverso Bukkuram e San Vito fino a arrivare al lago "Specchio di Venere" (secondo la leggenda sembra che la dea si specchiasse in questo lago). Questo bacino ovale pare che sia in contatto con il mare attraverso una galleria sotterranea e le sue acque sono ricche di carbonato potassico, in alcune zone vi sono sorgenti di acqua sulfurea e spiagge con fanghi ricchi di sostanze minerali e dal caratteristico odore di zolfo. Numerose persone vengono qui a fare trattamenti naturali applicando su tutto il corpo questi fanghi che, una volta asciutti, rendono la pelle levigata e inoltre effettuano bagni in piccole aree, delimitate da pietre, ove vi sono sorgenti sottomarine di acqua calda (40/50°C). Mentre attraversiamo una di queste zone ricche di fanghi sul lato NO del lago ci passano vicino due trampolieri, per niente disturbati dalla nostra presenza. Un percorso sterrato costeggia tutto il bacino (nel lato sud-ovest è fiancheggiato da numerosi arbusti di capperi) e è corredato di cartelli esplicativi con indicazioni sull'area e la flora e fauna tipici del luogo; inoltre, nelle sue vicinanze vi sono alcuni scavi archeologici che hanno riportato alla luce un santuario romano. Giusto un paio di settimane prima del nostro arrivo erano state trovate nell'isola due teste di marmo dell'età romana, raffiguranti Giulio Cesare e Agrippina minore a testimonianza di quanti reperti si trovino ancora sepolti nel suo territorio. Scendiamo quindi sulla costa nord orientale dell'isola e arriviamo attraverso una strada sterrata fino a Punta Spadillo (dominata da un faro) per vedere il Laghetto delle Ondine (piccolo bacino lavico che il mare riempie di acqua e assume un bel colore verde). Nel pomeriggio giro per la cittadina di Pantelleria, dominata dalla possente mole del Castello Barbacane (chiuso per restauri e il cui aspetto attuale è dovuto a Federico II di Svevia) e sul lungomare.
Il giorno successivo, visto che il tempo è ancora perturbato, si parte alla volta di Scauri per fare qualche acquisto presso la Cooperativa Agricola Produttori di Capperi dove mi rifornisco di alcuni sacchetti di piccoli capperi che si riveleranno molto saporiti, niente a che vedere con quelli che acquisto al supermercato! Sul sito della Cooperativa, oltre a alcune gustose ricette vi sono anche alcune informazioni sui capperi e la loro coltivazione. Da Scauri ci addentriamo verso l'interno dell'isola, ai piedi della Montagna Grande; lasciamo l'auto ai bordi della strada asfaltata e attraverso un sentiero con grossi ciotoli (percorribile solo a piedi) seguiamo le indicazioni per raggiungere le Favare, getti di vapore acqueo che fuoriescono da anfratti del terreno a intervalli e che raggiungono anche temperature di 100°C.



Le Favare si notano già da una certa distanza anche perchè le pietre hanno assunto un marcato colore bruno-rossastro, alcune delle bocche dalle quali esce il vapore sono state ricoperte dai contadini con frasche e, tramite un semplice sistema di piccole scanalature ricavate nella roccia e apposite vasche in pietra, viene raccolta l'acqua che si forma dalla condensa del vapore. Non lontano si trovano la grotta di Benikulà o "bagno asciutto" (una vera e propria sauna naturale suddivisa in due ambienti) e delle tombe bizantine. Nel rientrare verso l'Hotel ci fermiamo nei pressi di Punta Nica dove ci sono delle sorgenti termali che fuoriescono dagli scogli e si mischiano con l'acqua del mare e alla Grotta di Sateria , una grotta naturale termale in cui sorgenti di acqua calda finiscono in tre vasche.
19/09: ancora una giornata che inizia con il maltempo ma che promette di migliorare. Ci spostiamo sul lato dell'isola opposto a quello in cui soggiorniamo e, partendo da Punta Spadillo, percorriamo tutta la strada che segue la costa in senso orario fino a rientrare a Suvaki, fermandoci a Cala Gadir, a Cala Levante e all'Arco dell'Elefante e alla Balata dei Turchi. Cala Gadir era conosciuta fin dagli antichi e è caratterizzata da vasche scavate nella roccia con acqua termale molto calda (una è così piccola che può essere occupata solo da una persona). L'Arco dell'Elefante è il monumento naturale dell'isola (forse uno dei più fotografati), trattasi di una roccia lavica che ricorda la testa e la proboscide dell'elefante ..... guardare la foto per credere:



In questa zona ammiriamo alcuni bei dammusi, le tipiche costruzioni pantesche di chiara derivazione araba, costruiti in forma cubica con possenti blocchi di pietra lavica e caratterizzati dalla tipica forma del tetto che presenta diversi rigonfiamenti per il convogliamento e il recupero dell'acqua piovana in un'apposita cisterna. Questo metodo costruttivo consente di avere ambienti freschi anche quando la temperatura esterna aumenta. Prima di rientrare in Hotel facciamo un giro per la città di Pantelleria dominata dalla mole del Castello Barbacane il cui aspetto attuale risale all'epoca di Federico II ma non ci colpisce più di tanto.

20-21-22 Settembre 2003:
Il penultimo e l'ultimo giorno di vacanza a Pantelleria finalmente fa la sua ricomparsa il sole e ci abbronziamo per bene distendendoci sulle colate di lava che vi sono sul mare in prossimità dell'Hotel. Anche il mare si è finalmente calmato ma, a causa del tempo perturbato dei giorni precedenti, la temperatura dell'acqua è freddina. Domenica pomeriggio alle 17:20 decolla l'ATR42 che ci riporta a Trapani. In aeroporto ritiriamo l'auto a noleggio (a sorpresa quella prenotata ci viene sostituita e rimborsata con un modello di categoria inferiore perchè quella prevista non vuole sapere di avviarsi) e iniziamo la seconda fase "quella itinerante" del nostro viaggio in Sicilia. Da casa, tramite l'agenzia di viaggio, avevo già fatto prenotare i pernottamenti negli alberghi delle città in cui avevamo intenzione di fermarci in modo da non dover perdere ulteriore tempo prezioso per cercare una sistemazione. Mentre a Pantelleria non abbiamo trovato molti turisti, in Sicilia ne abbiamo trovati molti, sia Italiani che stranieri ..... forse senza prenotazione non sarebbe stato poi così semplice trovare subito posto.
Raggiungiamo l'Hotel Tonnara di Bonagia a Valderice, appartenente al gruppo Framon Hotels; facciamo un po' di fatica a trovarla ma devo dire che i Siciliani che abbiamo fermato lungo il tragitto si sono sempre dimostrati molto cordiali e disponibili; un tizio è pure uscito dal suo negozio, lasciandolo incustodito, per darmi le indicazioni per poter uscire dal traffico di Trapani centro. Ottima cena nel Ristorante dell'hotel "La Muciara" e il mattino successivo, dopo una buona colazione al ricco buffet, facciamo un rapido giro per questo suggestivo complesso alberghiero ricavato in una seicentesca tonnara sapientemente restaurata. Nell'adiacente torre d'avvistamento Saracena è stato ricavato un'interessante museo della tonnara.
La giornata odierna si preannuncia piuttosto piena: abbiamo in programma un giro a Erice poi il trasferimento a Segesta (con la visita dei relativi monumenti) e, infine, il viaggio fino a Selinunte dove avevo prenotato due pernottamenti presso l' Hotel Paradise Beach di Selinunte (decisamente il peggiore del nostro soggiorno sull'isola).
Prima di salire a Erice, facciamo una sosta a San Vito Lo Capo sulla costa nord occidentale della Sicilia, caratterizzato da bianche e basse casette bianche, lunghe spiagge di sabbia fine e un mare di un azzurro intenso. Non lontano da qui vi è la famosa Riserva dello Zingaro ma, purtroppo, non ci è prossibile visitarla perchè i nostri programmi prevedono altri spostamenti. Ci ripromettiamo comunque di approfondire la vista di questa zona appena possibile, anche le aree intorno a Trapani con le sue saline ci sono piaciute molto mentre le attraversavamo la sera precedente all'imbrunire.
Erice è una caratteristica cittadina posta a 750mt di altezza, sede del Centro di Cultura Scientifica "Ettore Majorana" e meta di numerosi turisti per il suo bel centro medioevale. Nelle giornate limpide dalle sue poderose mura si gode un'ottimo panorama. Lasciamo l'auto in un parcheggio non lontano dal Castello di Venere del XII-XIII secolo a.C. e ci addentriamo nelle sue vie. In una piazza c'è un cantastorie con il suo asinello Pippo bardato




GUIDE E MAPPE: Guida "Sicilia" del Touring Club Italiano, ISBN 9788836548002, collana "Guide Rosse" - Carta stradale e turistica "Sicilia" 1:200.000 del Tourig Club Italiano, ISBN 9788836548279, collana "Carte Regionali", impermeabile e antistrappo.



...... continua

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Romantische Straße o Strada Romantica (in auto)

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Primavera del 2003, in quel periodo Andrea lavorava in Germania presso l'European Space Operations Centre (ESOC) a Darmstadt (poco sotto Frankfurt am Main) e ne ho approfittato alcune volte per andare a trovarlo e girovagare in alcune località della Germania.
Sfruttando il ponte del 1° Maggio e il weekend successivo ci eravamo concessi un giro sulla Romantische Straße. Questo itinerario lungo circa 366 km si estende, da nord a sud, da Würzburg fino a Füssen (vicino al confine con l'Austria) e attraversa una serie di piccoli paesi circondati da vecchie mura, verdi vallate, paesaggi collinari, non tutti i borghi sono però a mio avviso caratteristici (di seguito segnalo solo quelli che ci sono piaciuti di più). Noi lo abbiamo percorso in questo senso, suddividendolo in due volte; la strada è chiaramente indicata da appositi cartelli segnalatori di colore marrone (anche se devo dire che in un paio di punti, a causa di lavori stradali e conseguenti deviazioni, non è stato facile orientarsi).
Uno dei numerosi cartelli che si incontrano lungo la Romantische Straße.

LINKS:
Mappa della Romantische Straße:
www.romantischestrasse.de/images/karte.jpg
Sito multilingue della Romantische Straße:
www.romantischestrasse.de/

01/05/2003:
Si parte da Darmstadt di prima mattina e la prima tappa, dopo 135 km, è Würzburg (ero arrivata in Germania il giorno prima con un volo Genova-Francoforte, quanto è caotico l'aeroporto di Frankfurt!!); l'autostrada A661 è piuttosto trafficata, complice la bella giornata e il fatto che tanti tedeschi si siano messi in viaggio per godersi la giornata di vacanza. Il monumento più famoso di questa cittadina è indubbiamente la Residenz che è stata dichiarata dall'Unesco patrimonio culturale dell'umanità, i lavori di costruzione iniziarono nel 1720 e G.B. Tiepolo affrescò diversi saloni di questo edificio in cui risiedevano i principi-vescovi e anche la volta dello scenografico Scalone d'onore. Purtroppo nella II° Guerra Mondiale la città di Würzburg venne praticamente rasa al suolo dai bombardamenti, il lavoro di ricostruzione è stato lungo e è terminato non molti anni fà ma adesso è possibile rivedere la Residenz nel suo splendore. Giringirando abbiamo visto anche il giardino di corte alle spalle della Residenz, la Fortezza di Marienberg (XIII sec.) che controlla la città dalla sommità di un colle, il vecchio ponte sul Meno ornato di grandi statue, la casa del Falcone (l'edificio rococò più famoso), la Chiesa tardgotica Marienkapelle, la Stift Haug nella quale è custodito un affresco del Tintoretto.
La Residenz

L'antico ponte sul Meno (Alte Mainbrucke) ornato di 12 statue di Santi, sullo sfondo la facciata del Dom (ricostruito dopo la guerra).

Nel primo pomeriggio si parte alla volta di Rothenburg O.D.T.
Rothenburg ob der Tauber è una fiabesca cittadina cinta da mura mediovali con strade lastricate e tipiche case a graticcio, carina ma, a mio avviso, un po' troppo città da "cartolina" e ricca di negozi per turisti. Visitiamo il museo degli strumenti di tortura (Kriminal Museum), facciamo un giro orientativo nei bastioni dell'Ospedale e negli spalti di ronda, nella via principale, nella Plonlein, nella piazza antistante il Rathaus e poi cerchiamo un Hotel. Ci ispira il Klosterstüble Gasthof vicino alla Chiesa dei Francescani e, visto che c'è ancora posto e il prezzo con trattamento B&B è abbordabile, prenotiamo una camera (carina e molto romantica, provvista di letto a baldacchino e zona soggiorno) per una notte. Alle 20 partecipiamo al giro della città con il guardiano notturno (Nachtwächter) che rischiara il percorso con la sua lanterna, la guida parla inglese ma riusciamo comunque a capire buona parte della sua spiegazione; poi ceniamo a base di specialità tedesche in un tipico locale del centro di fronte al Rathaus.


Il Plonlein a Rothenburg o.d.T. (famosa piazza triangolare): a destra la porta Kobolzeller del 1360, a sinistra la porta Siebersturm del 1385.

Fleisch-und-Tanzhaus a Rothenburg o.d.T., sede di importanti esposizioni d'arte

02/05/2003:
Dopo la colazione in Hotel facciamo ancora un giro per la cittadina a visitare la Chiesa dei Francescani, la Chiesa di S. Jakobs, la porta Burgtor e a acquistare un paio di souvenirs. Rothenburg è la prima cittadina in cui vediamo un sacco di negozi di giocattoli che espongono oggetti che qui da noi non si venderebbero mai (o perlomeno in quantità molto limitata): giochi in legno, soldatini di stagno, bambole di pezza e poi decorazioni natalizie di ogni foggia. Questi negozi, come scopriremo durante il viaggio, sono molto diffusi in tutti i paesini della Romantische Straße ma qui a Rothenbug ce ne sono proprio tanti e, inoltre, qui si trova il Käthe Wohlfahrt, il più famoso e rifornito negozio che vende decorazioni e addobbi natalizi in qualunque periodo dell'anno. Allo scoccare dell'ora ci ritroviamo di fronte al Ratstrinkstube vicino al Rathaus, dove ogni giorno un carillon musicale con grosse figure ricorda il Meistertrunk (ossia la bevuta magistrale). Pare che nel XVII secolo, quando Rothenbug era assediata dagli svedesi, il sindaco, per salvare la sua città, avesse accettato di bere tutto d'un fiato un enorme boccale di vino.
A questo punto ci mettiamo in viaggio verso Feuchtwangen ma il cielo nel frattempo si rannuvola.
Feuchtwangen (a 131 km da Würzburg) è una piccola cittadina raccolta intorno alla piazza del mercato (Marktplaz), visitiamo il chiostro romanico del XII secolo ma rinunciamo purtroppo al Museo della Franconia in cui sono state ricostruite ambientazioni per far vedere usi e costumi della popolazione locale nei secoli scorsi e poi partiamo alla volta di Dinkelsbühl.
Dinkelsbühl dista 143 km da Würzburg è una caratteristica cittadina racchiusa entro una cinta muraria provvista di 16 torri e 4 porte di accesso. Parcheggiamo l'auto a noleggio non lontano da una delle torri (Wurnitz Tor) e ci addentriamo nel centro. Facciamo un giro nel mercato del vino (Weinmarkt), lungo le vie principali sulle quali si affacciano graziose case a graticcio, il quartiere dei pittori (Malerwinkel), lungo il percorso incontriamo diverse torri come la Rothenburger Tor o la Segringer Tor poi ci concediamo uno spuntino nel dehor all'aperto di una piccola pasticceria in Segringer Strasse. Dopo pranzo visitiamo ancora il Munster St. Georg (1448-1499), considerata una delle più belle chiese a sala tardo Gotiche della Germania e poi ci dirigiamo verso la prossima meta Donauwörth per veder scorrere il Danubio.
La cittadina non ci ispira particolarmente e, dopo uan breve sosta, ripartiamo per rientrare a Darmstadt passando vicini a Stuttgart e Karlsruhe. Lungo il percorso ci imbattiamo in un maniero arroccato su un colle, è lo Schloss Harburg ma ormai è tardi per visitarlo e ci accontentiamo solo di una foto ricordo; in tarda serata rientriamo a Darmstadt.

Dinkelsbuhl: Rothenburger Tor

03/05/2003:
Penultimo giorno di vacanza, domani devo rientrare in Italia (sigh). Oggi abbiamo organizzato un giro a Strasbourg che non dista molti chilometri da Darmstadt ..... ma questa è un'altra storia.

L'originale insegna di una Gasthof


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Finalmente digitale!

sono passata al digitale. La scorsa settimana mi sono regalata il kit Nikon che comprende la fotocamera Reflex digitale D50 black + obiettivo 18-55 AF-S-DX + obiettivo 55-200 AF-S-DX + scheda di memoria SD da 256Mb (che presto sostituirò con una scheda da 1 o 2 GB) e ho mandato in pensione la vecchia Reflex tradizionale F50 che mi ha fedelmente accompagnato in tanti anni e in diversi giringiro. Un po' mi dispiace abbandonarla anche perchè si è sempre comportata egregiamente e praticamente si è guastata solo 1 volta in 12 anni che la possiedo (forse sono anche di più, non ricordo quando mi era stata regalata)

Caratteristiche Nikon D50:
http://www.europe-nikon.com/details.aspx?countryId=7&languageId=7&prodId=1058&catId=91

Uno scatto a caso (le Alpi viste dal Castello di Masino e catturate con il tele 55-200, mannaggia alla foschia!!:


P.S.: se non avete mai visitato il Castello di Masino ve lo consiglio: gli ambienti interni sono molto belli e ricchi di arredi del '700 e di epoche successive. E' uno dei numerosi beni dei F.A.I. e nelle giornate limpide si gode dalle sue terrazze uno splendido panorama, insomma una piccola e preziosa perla ai piedi delle Alpi.

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Mangiare&dormire in Italia e non solo

Di seguito elenco una serie di locali, trattorie, ristoranti, hotels, B&B .... ecc. nei quali sono mi sono trovata bene. Sono in ordine alfabetico in base alla lettera iniziale della città di appartenenza. Nel caso in cui decidiate di provarli, spero che piacciano anche a voi.
Per quanto riguarda le recensioni dei locali in Piemonte, potete consultarli sul blog Piemontemente.







ARCO (TN) - HOTEL GARNI AL FRANTOIO ***
Loc. Varignano, Via delle Grazie 22
Tel. 0464/518317
Sito Web:
http://www.garnialfrantoio.it/
L'Hotel a 3 stelle è stato ricavato in un edificio che ospitava prima una filanda e poi un oleificio e si trova non lontano dal centro di Arco (quindi comodo per chi desidera effettuare una vacanza sul Lago di Garda), noi abbiamo soggiornato 1 notte nell'estate 2005 (costo B&B € 45/persona). La camera era molto carina, pulita, arredamento moderno con travi al soffitto, inoltre nel costo della camera era compreso l'accesso alla piccola ma accogliente zona fitness con sauna, idromassaggio, bagno turco. L'ideale dopo una giornata a girovagare sul lago e nei dintorni di Arco. La colazione era abbondante e varia (vi erano anche alcuni prodotti Bio), unica nota negativa per me il fatto che ci fossero dei distributori automatici per il caffè, il caffelatte ecc. Non mi piace questa nuova moda di tanti Hotels (sicuramente più economica per loro) di mettere dei distributori al posto della cameriera che con un sorriso ti chiede cosa vuoi ordinare, mi sembra di essere al lavoro!
Sul retro dell'Hotel c'è un comodo e ampio parcheggio all'aperto gratuito ma credo che ci sia anche un parcheggio sotterraneo a pagamento.






FINALBORGO (SV) - OSTERIA AI CUATTRU CANTI
Via Torcelli 22
Tel. 019-680540

Il locale è molto piccolo e la prenotazione è praticamente obbligatoria ma ha un'aria familiare da trattoria di paese, si pranza su tavoli con tovagliette di carta; i piatti semplici della tradizione Ligure sono ben cucinati (dovendo scegliere devo dire che mi sono piaciuti molto gli antipasti, i secondi e i dolci .... meno i primi). E' composto da due piccole salette affiancate, nella prima di fronte all'ingresso si trova il forno a legna dove vengono cotte la farinata e anche il pane (buono!) e oltre vi è la cucina, mentre, in quella a fianco vi sono alcuni tavolini.
Lunedi 01/05/06 abbiamo fatto un giro nel Finalese e abbiamo pranzato in questo locale. Eravamo in 4 e abbiamo scelto:
- 4 antipasti della casa consistenti in 3 diversi assaggi di farinata (quella di ceci con cipolle, quella di ceci tradizionale e infine la farinata di grano con il rosmarino), 3 fettine di torte salate (torta verde, torta di riso e torta pasqualina), filetti di peperoni con acciuga e tomini sott'olio.
- poi ci siamo divisi 2 porzioni di primi (1 porzione di pansotti al radicchio con sughetto di verdure e pinoli e 1 porzione di ravioli ripieni di carciofi con sugo di carciofi)
- 2 porzioni di seppie con carciofi e patate e 1 porzione di coniglio alla Ligure (con olive e pinoli)
- 4 dolci (torte fatte in casa e servite tiepide)
- 1 bottiglia di Vermentino e 1 bottiglia di acqua gassata
La spesa complessiva è stata di 90€.
LINKS: http://www.finalborgo.it/






FIORENZUOLA D'ARDA (PC) - AZ. AGRITURISTICA BATTIBUE
Via Battibue 278, Loc. Baselica Duce
Tel. 0523-942314
Giorni di chiusura: Lunedi e Martedi a pranzo (esclusi i festivi)
Sito Web: http://www.battibue.it/
Coordinate: 44° 55' 41.05" N 9° 55' 42.37" E

Abbiamo provato questa struttura il 29-30 Aprile 2007 quando abbiamo fatto un giro tra alcune rocche e borghi situati nella zona fra Piacenza e Parma. Surfando in rete, il giorno prima della partenza avevo cercato e contattato un po' di agriturismi di quelle zone per poter cenare e pernottare la notte fra Domenica e Lunedi ma, avendo organizzato tardi la gita, la maggior parte erano al completo (un paio non mi hanno risposto, segno che la posta elettronica non è molto usata!). Visto che l'agriturismo Battibue mi aveva confermato che avevano ancora una stanza disponibile per quella notte avevo dato conferma nel primo pomeriggio di Sabato. L'azienda si trova in aperta campagna poco fuori Fiorenzuola d'Arda e è gestita da una simpatica e gentile famiglia, il ristorante è stato ricavato nell'ex caseificio della tenuta, mentre, le camere sono alloggiate al primo e al secondo piano di una porzione del cascinale recentemente ristrutturata. Vi sono 5 camere e 2 bilocali con cucina; la nostra camera mansardata era molto confortevole e graziosa e dotata di un ampio bagno, il costo della camera inclusa la colazione è stato di 60€. La sera, dopo una afosa ma bella giornata in giro per rocche e borghi medioevali, abbiamo cenato nell'agriturismo. Il menù fisso consisteva in un bel piatto di affettati vari (salame, coppa, pancetta, prosciutto) accompagnato dalla immancabile torta fritta (specialità salata a base di farina, acqua, latte, lievito, aceto, strutto che in altre zone della regione prende il nome di gnocco fritto oppure crescentina) e una fetta di gorgonzola. I primi erano due e entrambi buoni: tortelli di ricotta e spinaci al burro e salvia e chicche della nonna (piccoli gnocchetti di patate e spinaci conditi con una delicata salsina con panna, pomodoro e qualche fogliolina di basilico fresco). Come secondo ci è stata portata una fiammenghilla con un mix di carni e contorno (abbondante e ottimo): anatra arrosto, coppa di maiale al forno, salame cotto e patate al forno. Infine per dessert si poteva scegliere fra la sbrisolona, la crostata con marmellata, la torta al cioccolato, la panna cotta, noi abbiamo scelto la sbrisolona e la torta al cioccolato. Questa torta era fatta tipo la torta di Vigolo Marchese (la cui ricetta originale pare sia gelosamente custodita), con una base friabile di pasta frolla e un ripieno morbido al cacao ..... davvero buona!!! Le porzioni erano abbondanti e i piatti ben cucinati, il conto complessivo, inclusa una bottiglia di Malvasia secco della cantina Pier Luigi Magnelli e una di acqua frizzante è stato di 48€.
Il mattino successivo a colazione, insieme a caffelatte e tea ci sono stati portati, oltre ai tradizionali pane, burro e marmellata (buona!) anche tre tipi diverse di torte ....... è stato un peccato non firnirle ma avevamo già mangiato in abbondanza la sera precedente. Poco lontano dal cortile vi sono alcuni animali (oche, capre, tacchini, galline, cavalli e una famigliola di pavoni,
Ulisse, il maschio, ama rifugiarsi sul tetto del ristorante e fare uno show canoro all'imbrunire). Il posto è ideale anche per chi ha bambini perchè c'è un ampio spazio all'aperto dove possono giocare liberamente. Data la sua posizione, questo agriturismo mi è sembrato proprio comodo da usare come base di partenza per le escursioni nei dintorni (Busseto, Roncole Verdi, Soragna, Fontanellato, Castell'Arquato, Velleja, Vigoleno, Bardi).
FOTO:






ISSOGNE (AO) - LOCANDA-RISTORANTE "AL MANIERO"
Via Pied de Ville n° 58, tel. 0125-929219
Giorno di chiusura: Lunedi
Sito web: http://www.ristorantealmaniero.it/
Provato a Maggio 2007.
Avevamo programmato di trascorrere il weekend del 19-20 Maggio in Valle d’Aosta approfittando della IX Settimana della Cultura organizzata dalla Regione
Autonoma della Valle d’Aosta e, tramite il sito del Mangione, avevo cercato un locale dove poter cenare la sera di Sabato e, possibilmente, pernottare. Avevo letto la positiva recensione di Wineless del Ristorante Al Maniero a Issogne e, vista l'esperienza del recensore, a metà della settimana precedente avevo chiamato il ristorante per verificarne la disponibilità. Prima di contattarlo tramite Internet avevo cercato il sito del locale per vedere qualche immagine e, avendo letto che la sruttura comprendeva anche 6 camere, non appena mi è stata data la conferma della disponibilità dalla proprietaria, ho prenotato immediatamente.
La locanda-ristorante "Al Maniero" si trova quasi ai piedi di Issogne (più precisamente al n° 58 della Frazione Pied de Ville), si esce al casello di Verres sulla A5 (E25) e si svolta a destra sulla SS26 in direzione Arnad, giunti a una rotonda girare a destra verso Issogne, passare sul ponte sulla Dora Baltea, la strada inizia a salire, svoltare a sinistra in una strada stretta segnalata da un cartello bianco con il nome del locale, dopo circa un centinaio di metri sulla sinistra, all’altezza di una curva, vi è la Locanda-Ristorante (non vi sono altri cartelli e si fa un po’ fatica a vedere questo accesso dalla strada). Davanti al locale vi è un piccolo spiazzo dove si possono parcheggiare tre automobili.L’edificio è una casetta bianca a tre piani di cui l’ultimo mansardato, sul lato destro della casa è addossato un portico con travi in legno sotto al quale sono sistemati dei tavolini e nella stagione più calda si pranza e cena all’aperto.
Nella hall ci accoglie la proprietaria la Sig.ra Emanuela che ci accompagna a vedere la camera che porta il nome di Donna Mencia di Braganza, seconda moglie di Renato di Challant (nobile e importante famiglia che possedette diversi Castelli della Valle). La camera è ampia, pulita, accogliente e dotata di un bel bagno, dalla finestra si gode una bella vista sia del Castello di Issogne che di quello di Verres. Entrambi i locali sono ricavati nel sotto tetto, i pavimenti sono in monocottura, le pareti della camera sono tinteggiate nelle calde tonalità del giallo (in bianco quelle del bagno), il soffitto è fatto con assi e travi in legno. Il prezzo della camera per
una notte, inclusa un’abbondante prima colazione, è di 70 Euro/stanza.

La sera di Sabato ceniamo presso il Ristorante, oltre a noi due ci sono altri 4 tavolini occupati (11 persone in tutto), il servizio in sala viene curato dalla proprietaria (molto attenta e professionale) e da un’aiutante. Il menù comprende diversi piatti tipici della zona e anche un menù Degustazione Valdostana a soli 18 Euro/persona (esclusi i vini) ma viene preparato per minimo due persone; visto che il consorte e io abbiamo gusti diversi, scegliamo le portate della nostra cena dal Menù alla Carta (io praticamente scelgo quasi tutti i piatti che compongono il Menù Degustazione, a esclusione dei gnocchi di patate con fonduta). Il cestino del pane è composto da due diverse varietà di pane (una bianca e una più scura, forse di segale) e dei gustosi grissini. La sala è sobria e spaziosa, i tavoli sono elegantemente apparecchiati, le posate ci vengono cambiate a ogni portata ma, per il mio parere, l'illuminazione è un po' soft.Iniziamo con un piatto di lardo di Arnad e mocetta e uno di coppa aromatizzata al ginepro (naturalmente ci scambiamo alcune fette di salumi per poterli assaggiare tutti). Gli affettati sono molto buoni, il lardo e la coppa si sciolgono in bocca. Come primo io scelgo la zuppa Vallpellinentze, mentre il consorte è indeciso fra i gnocchi con fonduta e le crespelle ma poi opta per le crespelle alla Valdostana. Entrambi i primi ci vengono serviti in una ciotola rotonda in coccio, la mia zuppa è molto buona e anche abbondante, le crespelle sono buone. La zuppa è a base di cavolo verza a striscioline, brodo, fette di pane e fontina, non l'avevo mai assaggiata e mi ha proprio soddisfatta. Come secondo io scelgo la Carbonade con polenta, mentre Andrea preferisce prendere l’agnello alle erbe con contorno di patate arrosto. Non amo l’agnello e non lo assaggio ma Andrea mi conferma che è buono, la mia Carbonade è molto molto buona, la carne è gustosa e morbida, la polenta consistente al punto giusto. Questo portata tipica della Valle consiste in una specie di spezzatino di carne che viene fatto cuocere a lungo con vino rosso e cipolle e servito su un letto di polenta. Fra i dessert io scelgo la torta di mele meringata che viene servita tiepida su una salsina alla vaniglia (buona!) mentre il consorte gusta la mousse al cioccolato. Bevendo entrambi solo il vino bianco, scegliamo una bottiglia di Blanc de Morgex et la Salle DOC del 2006 e una bottiglia di acqua gassata. Il vino è prodotto dalla Cave du vin blanc de Morgex et de la Salle, il sapore è lievemente acidulo, viene prodotto dai più alti vigneti d'Europa (900-1200 mt slm). Dopo il caffè ci vengono offerti un genepì e un piacevole liquore alle arance di produzione propria. Il conto complessivo ammonta a Euro 78,50 così suddiviso: due coperti 4 Euro, una bottiglia di vino 14 Euro, una bottiglia di acqua 2,5 Euro, due antipasti 12 Euro, due primi 13 Euro, due secondi 19 Euro, un contorno 3 Euro, due dessert 9 Euro, due caffè 2 Euro.

Il mattino successivo, dopo una bella e riposante dormita (la locanda è in una zona molto tranquilla), ci aspetta una ricca colazione con del buon succo d'arancia, una sfogliata di mele servita tiepida, un piattino con alcuni dolcetti, pane e fette biscottate, burro, marmellate industriali, oltre a caffè, tea, latte. La sig.ra Emanuela, molto disponibile e cordiale, ci offre anche del formaggio della zona ma noi preferiamo rimanere sul "dolce". Mi sento di consigliarvi questo posto sia per la sua cucina che per il pernottamento, inoltre è proprio comodo per effettuare escursioni nel principali Forti e Castelli della Valle ma anche nella vicina valle d' Ayas.






PARMA - TRATTORIA CORRIERI
Strada Conservatorio 1
Tel. 0521-234426

Sito Web: http://www.trattoriacorrieri.it/
Domenica 13/03/05 siamo andati in quel di Parma per visitare un po’ la città. Dopo essere stati al Palazzo della Pilotta (sede del Museo Archeologico Nazionale, la Galleria Nazionale e la Biblioteca Palatina), al Teatro Farnese e alla Storica Spezieria di San Giovanni Evangelista abbiamo cominciato a vedere dove poter andare a mangiare un boccone.
Nella fretta non avevo portato alcun indirizzo di trattorie/ristoranti ma, mentre camminavamo in una via non lontano dalla centrale Piazza Garibaldi ci siamo imbattuti nella Trattoria Corrieri che ha attirato la nostra attenzione con le sue insegne dai colori accesi. Abbiamo dato un'occhiata all'interno e, visto che il locale non sembrava male, abbiamo deciso di provare a chiedere se per caso ci fosse ancora posto per due persone. Per nostra fortuna, pur non avendo prenotato, c'erano ancora un paio di tavoli liberi nella prima saletta adiacente all'ingresso.
Di fronte alla porta di ingresso su un lungo tavolo erano sistemate in bella vista (ma protette con apposite campane) le torte e attraverso la vetrata posizionata dietro al tavolo si poteva osservare la cucina.
Sinceramente non so dirvi se ci sono parcheggi comodi nella zona perché noi al mattino avevamo lasciato l'auto oltre il fiume, dietro il Palazzo della Pilotta.
A giudicare dal numero dei camerieri che passavano e dal vociare che si sentiva abbiamo immaginato che il locale fosse piuttosto grande, a fianco della nostra saletta (stretta e lunga) se ne intravedevano altre due.
Il locale è grazioso, mette a tuo agio, ha un'aria familiare da trattoria di paese: tovaglie a quadretti bianche e rosse, sedie impagliate, salumi e prosciutti che penzolano dal soffitto, pareti piene di vecchie radio, fiaschi di vino, vecchie foto, locandine e ricordi vari. Dal nostro tavolo si intravedono in un'altra stanza delle vecchie affettatrici manuali che vengono ancora utilizzate per affettare i salumi.
Leggendo il menu verrebbe voglia di assaggiare tutto, ma visto che vogliamo ancora fare qualche giro per Parma prima di rientrare a casa decidiamo di limitarci un pochino. Scegliamo entrambi un antipasto di salumi misti con torte fritte (i salumi si sciolgono in bocca e le torte fritte sono buone), come primo optiamo per il tris di tortelli. Si tratta di tre assaggi di tortelli alle erbette, alla zucca e alle patate (gustosi). Rinuncio al secondo, anche se la punta di vitello ripiena al forno mi attira, mentre il consorte si lascia tentare da un piatto misto di formaggi.
Come dessert scegliamo una porzione di torta alle pere e cioccolato (buona) e un sorbetto al limone. Come vino abbiamo scelto una caraffa da 1/2 lt di vino bianco sfuso della casa e una bottiglia di acqua minerale, con due caffè il conto complessivo è stato di 56,50 euro, spesa ragionevole e palato soddisfatto.
Nonostante il locale si fosse completamente riempito (erano arrivati anche alcuni gruppi più numerosi che avevano prenotato), il servizio è stato abbastanza celere.
E' un posto dove ritorneremo sicuramente anche perché a Parma ci siamo persi la Camera del Correggio e la facciata del Duomo era completamente fasciata per restauri.
LINKS: http://turismo.comune.parma.it/





RECCO (GE) - LA BARACCHETTA DI BIAGIO
Via Marinai d'Italia
Tel. 0185-720658

Sito Web: http://www.labaracchetta.com/


Nel sito del locale ci sono anche alcune gustose ricette! La Baracchetta è aperta da Marzo a Ottobre perchè è all'aperto, si mangia sotto a dei tendoni a ridosso di una alto sperone roccioso e con la baia di Recco di fronte. E' un locale molto semplice (rustico): tavoli con tovaglie di plastica a quadretti bianchi e rossi (vi sono circa una settantina di coperti), vivaci sedie rosse e gialle in plastica, posti molto vicini gli uni agli altri, non si può prenotare ma a noi la focaccia che fanno lì piace molto, anzi, a giudicare dalle code che ci sono il Sabato sera direi che piace a diverse persone!
In settimana e il Venerdi sera (solo se si va presto, entro le 19,30-19,45) si riesce a trovare subito posto o a fare pochissima coda; altrimenti, occorre armarsi di pazienza, si prende il numero dal distributore (come accade al supermercato) e si aspetta il proprio turno. Nell'attesa si può sgranocchiare una focaccetta oppure fare quattro passi sul lungomare (piuttosto corto). Si spende poco rispetto a altri locali della città; ho ritrovato in una borsa un conto del 2004 (eravamo in 2 e ci siamo alzati da tavola sazi): 1 bottiglia acqua, 1/2 lt vino bianco sfuso, 1 focaccia col formaggio, 2 focacce pizzate, 4 focaccette = € 26,20.
Siamo stati da Biagio Venerdi 24/08/07, ci siamo accomodati a tavola verso un quarto alle 20 e non abbiamo fatto coda ma una mezz'ora dopo è stato messo all'ingresso il distributore di biglietti (non c'è comunque mai stata troppa ressa e i tempi di attesa sono stati abbastanza brevi). Abbiamo cenato con 1 bottiglia acqua (1,5€), 1/2 lt vino bianco sfuso fermo (4€), 2 porzioni di focaccia col formaggio (11€), 1 porzione di focaccia pizzata (6€), 3 focaccette (2,7€), il costo complessivo è stato di € 25,20.

Ecco il menù della Baracchetta di Biagio:
- Autentica Focaccia col formaggio di Recco
- Focaccette (sono ripiene di formaggio tipo stracchino e poi vengono fritte e salate)
- Focaccia Pizzata (è una focaccia col formaggio ma sopra è farcita con pomodoro e origano tipo la pizza)
- Ripieni di verdura (peperoni, zucchine e cipolle ripiene tipici della tradizione Ligure)
- Torta di Riso
- Caprese
- Fave, formaggio e salame (solo in primavera)
- Gelati & granite

Da vedere nei dintorni: la romantica Camogli (mi piace girovagare fra i suoi stretti vicoli) con i suoi locali sul lungomare per trascorrere il dopo cena a lume di candela, sorseggiando un long drink oppure tuffandosi in una coppa di gelato. Non è semplice trovare parcheggio specie durante la "bella stagione".
LINKS: http://www.reccoonline.it//







ROMA - HOTEL PICCADILLY ***
Via Magna Grecia 122
Tel. 06-70474858
Sito Web: http://www.hotelpiccadillyroma.it/
Avevo pernottato in questo Hotel della catena Best Western durante il mio viaggio a Roma qualche anno fà e mi ero trovata bene, nel frattempo so che l'Hotel è stato completamente rinnovato (non è molto grande vi sono solo 55 camere). E' vicino alla Basilica di San Giovanni in Laterano e comodo per la metropolitana, si trova quindi in una posizione centrale e adatta per visitare la città. Ricordo con piacere la zona adibita al breakfast perchè era posta sulla sommintà dell'edifico e c'era un'ampia vetrata dalla quale si godeva uno stupendo panorama di Roma (bel modo di iniziare la giornata!).








SAN GIMIGNANO (SI) - HOTEL BEL SOGGIORNO ***
Via San Giovanni 94
Tel. 0577-940375
Sito Web: http://www.pescille.it/belsoggiorno/
Gestito dalla Famiglia Gigli da alcune generazioni questo piccolo Hotel di 21 camere è nel cuore della citta turrita di San Gimignano a due passi dalla Porta di San Giovanni. Le camere sono confortevoli e ben arredate e l'Hotel dispone anche di un buon ristorante con una bella vetrata che si affaccia sulla campagna toscana e che propone specialità del territorio.





SAVONA - VINO E FARINATA
Via Pia 15R
Giorno di chiusura: Lunedi

Era già un po' di tempo che volevo provare questo locale in un caruggio di Savona perchè me ne aveva parlato bene un ex collega ma, soprattutto per il fatto che è difficile prenotare (poi vi spiego meglio), non era ancora capitata l'occasione. Durante le vacanze Pasquali 2009 siamo andati un giorno in Liguria e ne abbiamo approfittato per provarlo!





SCOGLITTI (RG) - RISTORANTE SAKALLEO
P.zza Cavour 12
Tel. 0932-871688

Avevo provato questo Ristorante Enogastromico alcuni mesi fa quando eravamo andati in vacanza in Sicilia a luglio 2005. Il villaggio presso il quale alloggiavamo non brillava per la qualità del servizio di ristorazione e un paio di sere siamo andati fuori a cena basandoci su quanto era scritto sulla guida Traveler della Sicilia Orientale: una sera abbiamo optato per il Sakalleo a Scoglitti (Rg) e abbiamo cenato proprio bene, mentre, un paio di sere dopo abbiamo scelto il ristorante Al Molo a Donnalucata (Rg), ma non ci ha soddisfatto molto.
Se vi doveste trovare da quelle parti in vacanza o per lavoro, vi consiglio di andare a provarlo. Il ristorante è al secondo piano di una casa che si affaccia in una animata piazzetta dove abbiamo parcheggiato l'auto a noleggio. E' un locale accogliente, fatto di piccole salette, modernamente e piacevolmente arredate. Vi consiglio di prenotare perchè, pur essendo un mercoledi sera, alle 22 era completamente pieno (in Sicilia si cena decisamente più tardi che qui da noi); noi eravamo gli unici "stranieri", tutti gli altri clienti erano siciliani.
Il menu è fisso; ci si accomoda al tavolo, si sceglie l'acqua e il tipo di vino (la carta dei vini è buona e vi sono diverse etichette interessanti) e poi il cameriere inizia a servire i vari piatti: viene infatti proposto solo un menu degustazione in base al pescato del giorno.
Si comincia con almeno una decina di antipasti (fra i quali ricordo fasolari, gamberi e scampi crudi, insalata di polpo, seppioline, cozze, arancina di pesce spada, salsiccia di tonno e calamari, tagliata di tonno, fritture varie, spatola panata, ecc.); poi due primi (fra i quali linguine alle vongole o al nero di seppia, penne agli scampi); un secondo (grigliata di pesce con aragostine e scampi, oppure arrosto di pesce o pesce al sale); unico dessert (il gelato al limone, vellutato). No caffè (non lo fanno).
Le porzioni sono soddisfacenti e il pesce è freschissimo e cucinato bene (ve lo dice una che non lo ama particolarmente, ma che quella sera ha mangiato tutto tranne le cozze e i fasolari che proprio non riesco a mangiare).
Abbiamo accompagnato la cena con una bottiglia di buon Rapitalà Piano Maltese Bianco 2003 (ottenuto da uve catarratto e chardonnay, vino profumato di 13°) e speso 40 € a testa. Dalle nostre parti con 10 antipasti, due primi, un secondo (tutti a base di pesce fresco), un dolce a testa, vino e acqua compresi si spende di più.
La cameriera non era particolarmente cordiale ma il titolare il Sig. Ferrara è poi passato mentre mangiavamo il secondo per vedere se andava tutto bene e ci ha spiegato come mangiare gli scampi e gustarli al meglio.
Dopo cena abbiamo fatto una passeggiata nell'animato centro di villeggiatura di Scoglitti.
Da vedere nei dintorni
Barocco-tour: Caltagirone, Modica (famosa anche per il cioccolato), Noto, Ragusa Ibla; Montalbano-tour: Punta Secca (lì c'è la famosa casa con la verandina), Fornace del Pisciotto "La mannara" vicino a Sampieri, il lungomare di Donnalucata, scorci di Modica e Ragusa Ibla, le spiagge fra Marina di Ragusa e Capo Passero. Eppoi ancora: La Villa romana del Casale a Piazza Armerina con i suoi mosaici, la riserva di Vendicari con le sue calette, le lunghe spiagge di sabbia citate sopra bagnate da acque cristalline (portatevi l'ombrellone, le spiagge attrezzate sono molto rare), il Castello di Donnafugata, Marzamemi con il suo antico borgo che circonda la tonnara, un pò più lontane ma non meno degne di nota sono Siracusa e i suoi monumenti (molto bello il museo Paolo Orsi) e la Valle dei Templi di Agrigento (la città nuova è un pugno nello stomaco). Aeroporto più vicino: Catania (dista circa un centinaio di km da Scoglitti ma le strade sono solo statali e provinciali e occorrono quasi due ore di viaggio).







VARAZZE (SV) - RISTORANTE LA MOLA
Via Marconi 17 A
Tel. 019-932469
Provato il giorno 30/09/07 a pranzo.
Avevamo deciso di pranzare con alcuni parenti in questo Ristorante della Riviera Ligure un paio di settimane prima e avevamo prenotato con un certo anticipo visto che saremmo stati in sei. Verso le ore 13 ci siamo presentati nel Ristorante dove c’erano già alcuni tavoli occupati (il locale non era al completo, complice anche la mattinata uggiosa di inizio autunno che forse ha un po’ scoraggiato le gite domenicali al mare. Nel pomeriggio però il tempo si è rasserenato e abbiamo potuto godere di una mite e piacevole temperatura).
La Mola si trova non lontano dal Lungomare Europa che da Varazze porta, fiancheggiando le scogliere a picco sul mare e seguendo il percorso della vecchia ferrovia, fino a Cogoleto; dall’Aurelia si scorge a fatica il locale perché rimane in una strada secondaria e nascosto da alcune case. In Via Marconi è praticamente impossibile trovare parcheggio e lasciamo le auto nel posteggio che c’è all’inizio del Lungomare nella parte che è accessibile alle macchine; più avanti il percorso è chiuso da una sbarra e diventa pedonale.
Nella bella stagione, visto che nella prima parte del Lungomare vi sono alcuni stabilimenti balneari e spiagge libere, diventa quasi impossibile trovare un parcheggio libero anche in questa area e ci si deve armare un po’ di pazienza per trovare un posto nelle strade della zona (solito problema di congestione delle cittadine Liguri).
La Mola è citato nella Guida ai Ristoranti dell’Accademia Italiana della Cucina e è stato valutato con 3 T (ossia “ottimo”), la cucina è quella tipica Ligure con abbondanza di piatti a base di pesce.
All’ingresso fa bella mostra di se un imponente bancone-bar in pietra con una grossa mola che da il nome al locale; il titolare Sig. Ottavio Cadei ci viene incontro, ci da il benvenuto e ci mostra il nostro tavolo che è stato apparecchiato nella veranda. Nella stagione estiva questa parte del locale è semi aperta verso l’esterno ma nelle altre stagioni viene parzialmente chiusa con appositi tendoni. Il locale è elegante, i tavoli con le tovaglie bianche sono preparati in maniera piuttosto fine, non c’è, a mio avviso, molto spazio fra i tavoli, la veranda rimane ovviamente la zona più luminosa mentre il resto del locale è illuminato da una serie di applique a muro che creano una luce un po’ soffusa. Quel giorno il servizio ai tavoli viene svolto da un cameriere, una cameriera e dal Sig. Ottavio (in alta stagione è coadiuvato anche dai due figli).
Ci vengono portati i menù che comprendono anche la lista dei vini, scegliamo un vino Ligure un Pigato Cru DOC della Cantina Calleri di Salea d’Albenga (Sv) e poi un paio di bottiglie di acqua (una naturale e una frizzante). Siamo in sei ma solo tre persone devono il vino, il Pigato che abbiamo scelto è di un bel colore giallo paglierino e l’ho trovato profumato e dal sapore intenso. Nel cestino del pane ci sono alcune fette di pane alle olive, di pane bianco e dei torcetti (la qualità è discreta, a essere sincera ne ho già mangiati di migliori).
Ordiamo sia gli antipasti che i primi per tutti e ci riserviamo di decidere dopo per i secondi (scelta non azzeccata perché, cucinando al momento i piatti, si dovrà attendere il tempo necessario per la preparazione di queste portate). Come antipasti scegliamo 2 polipi in cassetta (serviti tiepidi con una delicata concassea di pomodoro fresco) e 4 insalate di mare, anch’esse servite tiepide, queste ultime sono preparate solo con polipo e seppie e risultano delicate e abbondanti. Per quanto riguarda i primi optiamo per una porzione di gnocchetti di patate con scampi e zucchine (sughetto delicato e molto buono), due porzioni di spaghetti alle acciughe (vengono giudicati molto buoni) e tre porzioni di tagliolini con branzino e verdure fresche (stesso giudizio degli spaghetti). Tutte le porzioni sono abbondanti, terminati i primi, dopo un rapido consulto sembra che si voglia passare subito al dessert ma un’ulteriore occhiata al menù ci porta a ordinare due orate al sale e una orata al forno con pinoli e olive. In questo caso occorre attendere un po’ di tempo. I pesci vengono puliti in sala dal titolare del locale e riscontrano successo, io ho scelto quello con pinoli e olive e mi è piaciuto molto.
Come dessert vi sono una serie di torte dall’aspetto molto invitante (torta al cioccolato, torta con mele e pinoli, crostata alla marmellata, torta alla ricotta con pinoli) e altri dolci come il tiramisù e il creme caramel. Quasi tutti scegliamo un assaggio di due fette diverse di torte, devo ammettere che sarebbe stato davvero un peccato non gustare questi dessert. Per concludere ci concediamo ancora un caffè a testa, la spesa complessiva è stata di € 234 così suddivisa: 12€ coperti, 18€ vino, 3€ acque, 54€ antipasti, 68€ primi, 40€ secondi, 30€ dessert, 9€ caffè.
Il locale resterà aperto ancora fino alla metà di Ottobre (fino alla fine del Salone Nautico di Genova) e poi chiuderà per le consuete ferie annuali per 5 settimane. Il giorno di chiusura è il Lunedì ma all’ingresso è stato apposto un cartello per segnalare che il locale resterà chiuso anche il Martedì (può darsi che sia solo nel periodo di “bassa”stagione).
E’ un ristorante che frequentiamo un paio di volte all’anno perché il rapporto qualità-prezzo ci soddisfa, fra le altre proposte del menù vi sono: antipasto misto della Mola (comprendente 6 diversi assaggi), bianchetti e rossetti (in stagione), tagliolini al granchio, raviolone della Mola ai gamberi, risotto al nero di seppia, risotto di mare, pasta alla Ligure con pesto e fagiolini, orate e branzini al cartoccio con verdure, spiedini di pesce, un paio di portate a base di carne, calamari fritti, totanetti grigliati e tante altre proposte che possono variare in base alla stagionalità e al pescato.

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